• Set
    18
    2015

Album

Domino

Add to Flipboard Magazine.

Bob Moses non è solo il nome di un celebre batterista jazz, ma anche la veste con cui i canadesi Tom Howie e Jimmy Vallance si presentano agli ascoltatori, ormai per la seconda volta nel 2015, dopo la pubblicazione della compilation All In All. Il punto di forza del duo consiste probabilmente nell’essere riuscito ad attirare a sé i frequentatori dei dancefloor e al contempo a strizzare l’occhio a chi invece l’elettronica non la mastica: il segreto risiede nell’accostamento di sample digitali e ritmi deep house a morbidi colpi di chitarra, crescendo di pianoforte e testi lontani dalla superficialità.

Days Gone By è un decalogo (a cui si sommano due tracce nell’edizione bonus) dall’aria cinerea, registrato nello studio di Brooklyn della band e missato da David Wrench (FKA Twigs) e Spike Stent (The Weeknd), a ulteriore testimonianza dell’ibridazione della dance più mainstream con i geni della scena alternativa. Il focus del disco sono la normalità e le vicissitudini della routine quotidiana, che vengono narrate dalla voce impalpabile di Howie, quasi rassegnata, mentre, in modo antitetico, la fredda elettronica di Vallance invita l’audience a muovere compulsivamente la muscolatura.

I sei minuti di Like It Or Not introducono l’ascoltatore in un mood nostalgico tramite cui clap, echi, suoni acquosi e pianoforte costruiscono man mano trame sempre più complesse, senza riuscire però a dare quel senso di completezza che ci si aspetterebbe dopo un climax. Talk, singolo che ha fatto emergere i Bob Moses negli ultimi tempi, si presenta più cupa e tribale, richiamando un’ambientazione da Foresta Amazzonica; la successiva traccia, Before I Fall, spicca per l’orecchiabilità e per inserti di chitarra dai toni fortemente nostalgici («I just can’t seem to go on», recita il ritornello), che si riscoprono in Too Much Is Never Enough. A legare i brani, dal più gloomy e riflessivo al più adatto a una serata in un club, è la continua tenacia del duo nel guardare in faccia le problematiche della vita, senza seguire il filone di quel pop che preferisce ignorare per non soffrire.

La pecca di Days Gone By è indubitabilmente la disconnessione che intercorre tra la parte vocale e quella strumentale. La diretta conseguenza è che la prima non riesce a rendere giustizia alla seconda, rimanendo troppo spesso lontana dalle atmosfere intessute, incapace di viverle ed animarle a dovere. La chitarra è presente, sì, ma il suo ruolo è precario, come se in realtà Tom Howie non sapesse bene dove e in che modo piazzarla. Tuttavia, c’è da premiare la volontà di dare peso al songwriting e all’introspezione, aspetto che nell’universo dance e house è forse una rarità.

22 Settembre 2015
Leggi tutto
Precedente
David Gilmour – Rattle That Lock David Gilmour – Rattle That Lock
Successivo
The Strypes – Little Victories The Strypes – Little Victories

album

artista

Altre notizie suggerite