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Once upon a time un manipolo di talenti in erba si è ritrovato a condividere lo stesso appartamento, e così i ragazzi che ne facevano parte decidono di suggellare l’esperienza scrivendo canzoni… La storia dei Box Of Chocolates potrebbe essere la favola perfetta da raccontare ai nipotini per introdurli nel magico mondo dell’indie rock, avendo premura di fargli comprendere cosa significasse davvero quel genere (dovrebbe essere la preoccupazione fondamentale di ogni parente responsabile). Una band-colletivo che comprendeva alcuni nomi dal futuro ancora sconosciuto (tra cui Michael Howe, Will Oldham, il collaboratore dei primi Phish, Aaron Woolfe, l’attore e vincitore del Tony Award Michael Chorney e l’etnomusicologo e sound artist Rob Millis) e che ha prodotto un’avventurosa unica prova discografica nel 1990, ovvero Fearful Symmetry.

Grazia a Drag City possiamo riaprire la scatola dei ricordi (e dei cioccolatini) che ha preso forma nel ghetto artistico di Dumbo, a New York, nutrendosi delle inquietudini statunitensi a cavallo degli anni 80 e 90. Una scompigliata e corale raccolta di brani che stilla voglia di vivere, compilata con attitudine punk, estro indie rock e approccio lo-fi: tutto quello che si può desiderare da un disco del genere. Tra influenze roots tirate di petto (la bellissima Emperor’s Clothes), intuizioni à la R.E.M. (Shadow of the Rat), frammenti country folk in bassa fedeltà (Mother’s Heart, Catatonic, The King) e qualche reminiscenza garage-sixty (Good Side), si snoda un suono che richiama il college rock coriaceo degli Ottanta e intercetta le premesse dello slackerismo a venire. Come non godere, infatti, dell’ironia creativa di The Past Lives of Clarence Thomas o delle schegge lo-fi di Twinkle, Twinkle Little Nightmare e Everyone’s a Loverod che faranno breccia nei cuori dei fan di Alien Lanes dei Guided By Voices; o infine dell’approccio anti-folk primordiale di The Elephant e Garbage Barge.

Fearful Symmetry non passa del tutto indenne al trascorrere del tempo, tuttavia colpisce con il suo spirito prorompente e una scrittura tanto interessante da suonare ancora fresca e ispirata. Un lavoro che racconta un tempo in cui tutto sembrava possibile e che in più di qualche frangente scalda ancora il cuore. E poi vi servirà con i vostri nipoti.

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