Recensioni

A meno di un anno dall’ottimo sophomore-album, l’ex Low Frequency Club torna che un nuovo lavoro che, anche se non può essere considerato ufficialmente la sua terza prova, non solo conferma la qualità del percorso solista intrapreso, ma suggerisce pure nuove possibilità tanto coerenti quanto inedite, per Bruno: è un suono maggiormente asciutto, quasi essenziale, quello proposto in Stargate, un mixtape in cui l’ispirazione fantascientifica è declinata tramite un funk elettronico dai confini sfuocati e dall’attitudine quasi vapor.
Nella mezz’ora scarsa dell’opera si viene proiettati in un pianeta dove convivono una dance-music elegante e suadente (come quella proposta nelle title track posta in apertura) e quel gusto più ilare e leggero, che da sempre caratterizzano la proposta del bassista e producer italo-canadese (anche se questa volta, fortunatamente, i vari sketch ironici, i campionamenti cinematografici e persino i comici messaggi vocali sono utilizzati come intermezzi e non appesantiscono i singoli brani, ma funzionano quasi da piccole introduzioni): il soul virato deep della misteriosa Bermuda Triangle, il mix tra bass-music ed electro retro-futurista di Latin Lover, l’incedere thriller di una Saint Tropez che nasconde più di un’inquietudine dietro l’apparente goliardia, la spettacolare e antigravitazionale space-house della conclusiva Belissimo.
Se i lavori precedenti avevano già dimostrato la validità del progetto di Bruno Belissimo, questo nuovo mixtape è un ascolto certamente più veloce e meno strutturato, un divertissement che promette assai bene per il futuro e che, per tutta la sua durata, risulta decisamente trascinante.
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