Recensioni

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In punta di piedi Burial pubblica il suo nuovo EP e, questa volta, la prima delle novità ce la suggerisce il contorno: nessuna reazione isterica da parte dei social né del web tutto. A più di 24 ore dalla pubblicazione digitale, mentre vi scriviamo, non sono ancora disponibili i dettagli sui sample utilizzati dal Nostro (chi è la vocalist che sentiamo in Subtemple ad esempio?), né fioccano i thread dedicati, le discussioni e le mannaie nerd del caso.

Burial è reduce da un rilettura valida ma non stupefacente dell’inno drum’n’bass Inner City Life di Goldie (per la serie, rispetto per i padri putativi) e ora che lui è e resterà William Bevan, Subtemple è il suo nuovo 12” chiamato ad allargare i confini di un percorso sonico che finora ha sempre trovato nelle legnosità dei break e nei fumosi rullanti un iconico e irrinunciabile contrappunto. La novità portata da queste due nuove tracce è appunto l’assenza di tutto ciò che possiamo ascrivere alle ritmiche UK garage derivate, e l’ovvia conseguenza di tutto ciò è che il caro immaginario urbano della Londra al di fuori del West End, con tutto il suo portato emotivo, è sempre lì a fargli e a farci compagnia. Dove in passato il producer tracciava i suoi cerchi sonori a passo d’uomo su marciapiedi bagnati dalla pioggia, ora un drone si leva sopra lo skyline mostrandoci la città dall’alto in un misto di presagi e cataclismi incombenti. Lo fa con una ambient che sa farsi anche solenne, puntando agli occhi più che alle orecchie.

Il film è di quelli inquietanti, dallo sfondo tetro, accompagnato da immancabili field recording (ingranaggi di orologi, acqua, bobine), accelerazioni (poche), rallentamenti (molti), aperture epiche ma mai un ritmo. Sembra di sentire una fuga più che mai decisa nei meandri di quella cricca di hauntologisti in cui fu (quasi) da subito inserito, verso magari qualche cattedrale disegnata dal Tim Hecker di qualche anno fa. Un intenso lavoro del Nostro sull’inconscio di chi ascolta, con la magistrale e spettacolare evocazione di paesaggi fatti di carnale spettralità che lasciano sì indizi sulla trama, ma senza rivelarla mai realmente. Un’ideale premessa sonora in attesa della premiere di Twin Peaks.

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