Recensioni

7.2

Dopo essersi destreggiati con enorme profitto tra il “western” e il poliziottesco, rendendo omaggio ai totem Franco Micalizzi ed Ennio Morricone, i Calibro 35 in S.P.A.C.E. cambiano decisamente rotta cinematografica, virando verso le stelle e gli inseguimenti spaziali. La formula proposta dalla cricca di Martellotta è bene o male sempre la stessa, nel senso che cambia l’ambientazione ma il succo rimane sempre quello: ottimo, anzi grandissimo funk suonato con estrema perizia, questa volta arricchito da un tripudio di synth (tantissimi), venature prog e psych, e che si potrebbe riassumere con l’etichetta “spaghetti-sci-fi”. I Calibro 35 compiono un “salto indietro nel futuro”, negli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, periodo che ha rappresentato una vera e propria età dell’oro della cinematografia di fantascienza con cui anche grandissimi compositori e ispiratori della band, come Piero Umiliani e il già citato Morricone (Ecce Homo un lavoro su tutti), si sono cimentati.

Introdotto dal singolo Bandits On Mars (accompagnato dal video realizzato dal collettivo John Snellinber), che è un po’ la summa del pensiero dei Calibro, S.P.A.C.E. contiente ottimi episodi come lo space-afro di Ungwana Bay Launch Complex o la frenetica Thrust-Force, geghegè interstellare tra posticce luci al neon e polistirolo. Über Alles, Universe Of 10 Dimensions: traccia più corposa del lotto, è scritta e arrangiata con grandissimo mestiere e dimostra ancora una volta che i Calibro 35 sono una delle migliori band italiane del momento.

Registrato nei prestigiosi Toe Rag di Londra (studi che hanno ospitato, negli anni, Tame Impala, The White StripesMetronomy) sotto la guida del sempre bravo Tommaso Colliva, S.P.A.C.E. è l’album che ti aspetti dai Calibro 35: ben suonato, arrangiato forse ancora meglio ed esteticamente preciso sotto ogni punto di vista. Un lavoro di estrema perizia tecnica.

 

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