Recensioni

Dopo essersi destreggiati con enorme profitto tra il “western” e il poliziottesco, rendendo omaggio ai totem Franco Micalizzi ed Ennio Morricone, i Calibro 35 in S.P.A.C.E. cambiano decisamente rotta cinematografica, virando verso le stelle e gli inseguimenti spaziali. La formula proposta dalla cricca di Martellotta è bene o male sempre la stessa, nel senso che cambia l’ambientazione ma il succo rimane sempre quello: ottimo, anzi grandissimo funk suonato con estrema perizia, questa volta arricchito da un tripudio di synth (tantissimi), venature prog e psych, e che si potrebbe riassumere con l’etichetta “spaghetti-sci-fi”. I Calibro 35 compiono un “salto indietro nel futuro”, negli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, periodo che ha rappresentato una vera e propria età dell’oro della cinematografia di fantascienza con cui anche grandissimi compositori e ispiratori della band, come Piero Umiliani e il già citato Morricone (Ecce Homo un lavoro su tutti), si sono cimentati.
Introdotto dal singolo Bandits On Mars (accompagnato dal video realizzato dal collettivo John Snellinber), che è un po’ la summa del pensiero dei Calibro, S.P.A.C.E. contiente ottimi episodi come lo space-afro di Ungwana Bay Launch Complex o la frenetica Thrust-Force, geghegè interstellare tra posticce luci al neon e polistirolo. Über Alles, Universe Of 10 Dimensions: traccia più corposa del lotto, è scritta e arrangiata con grandissimo mestiere e dimostra ancora una volta che i Calibro 35 sono una delle migliori band italiane del momento.
Registrato nei prestigiosi Toe Rag di Londra (studi che hanno ospitato, negli anni, Tame Impala, The White Stripes e Metronomy) sotto la guida del sempre bravo Tommaso Colliva, S.P.A.C.E. è l’album che ti aspetti dai Calibro 35: ben suonato, arrangiato forse ancora meglio ed esteticamente preciso sotto ogni punto di vista. Un lavoro di estrema perizia tecnica.
Amazon
