Recensioni

6.4

Se la ricetta già funzionava, forse non c’era bisogno di aggiungere altro zucchero. L’esordio solista di Carl Brave, dopo un Polaroid in tandem con Franco126, non si smuove molto da quel bignami di rotonda romanità, hip hop in promiscua vicinanza all’indie e immaginario Colosseo e sampietrini, amorini e motorini. È uno spensierato e crepuscolare romanticismo da classe disagiata, per citare Ventura. Gli arrangiamenti però ora si fanno sempre più pop a tutto tondo, con un trionfo di chitarre e fiati, beat ammorbiditi e dolce autotune: è un piacere sentirselo in cuffia, le melodie ci sono (forse ancora più friendly che in passato) e la sensazione è sempre quella di un primo Neffa mischiato all’ultimo Coez e imbevuto di romanità. 

Certo è che l’occhiolino è strizzato ulteriormente verso il pezzaccio estivo: magari non à la premiata ditta J-Ax & Fedez, ma è chiaro che una Fotografia con strofa di Fabri Fibra e ritornello della Michielin lì va a parare (pur mantenendo un certo buongusto). Sono tutti papabili tormentoni ancora saldamente al di qua della barricata, ma in futuro chissà. Per ora il tutto intrattiene ma non esalta, e chissà che non venga a stancare in fretta. Qualche passo falso c’è, dal momento amarcord in zona Notte prima degli Esami (Professorè) al luttuoso patetismo cinofilo di Accuccia. Dall’altra parte però restano pezzoni come Pianto Noisy. Vedremo dove si andrà.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette