Recensioni

7

Non di sola DPG vive Roma, e questo nuovo album in tandem di Carl Brave e Franco126 è qui a dimostrarlo. Un disco e un progetto che a loro volta vivono un poco “inscatolati”, se ci passate il termine, nel senso che scorrono su binari precisi e puntuali con poche o nessuna deviazione. Lo fanno anche gran bene, questo sì.

Parliamo di un piglio hh al tempo stesso bello old school e un poco patinato, che prende il primo Neffa e lo cala in una contemporaneità di rap cantautorale – tag odioso, lo sappiamo, ma può tornare utile per capirci al volo – fatta di Dutch Nazari e Mecna (ma anche Dargen è lì dietro l’angolo). Assente qualsiasi riferimento più modaiolo a trap e derivati, se si esclude qualche sporadico utilizzo di autotune che resta comunque laterale e di cui non si abusa. La melodia regna sovrana, con beat morbidi e compassati che svolazzano ariosi tra chitarre ed archi. Il flow asseconda la leggerezza generale, perennemente al crocevia tra cantato e rappato, scattando una serie di fotografie malinconiche e un po’ sbiadite con i colori di un tramonto sul Colosseo. È una crepuscolarità vagamente new-romantic (proprio la polaroid di japaniana memoria è il concept di sfondo) e di ascendenza anche indie – ci siamo capiti – per cui la scrittura non sdegna un’occhiata a Calcutta qua e là. Diciamo che è tutto contenuto nel bel video di Pellaria, tra una birretta e una schitarrata in spiaggia, un giro in moto e un drummettino rollato in scioltezza.

Rilassa e prende bene, scorre agile e c’è poco di meglio da mettere in macchina con l’estate vicina. Aggiungiamo al mix una facile empatia grazie alla romanità piaciona e coinvolgente di cui è pregno, e capiamo perché, alla sua maniera, questo disco funziona alla perfezione. Avercene.

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