Mecna (IT)

Biografia

Il Drake italiano (?)

Al crocevia tra hip hop, r&b e pop, è stato da sempre fin troppo facile vendere Mecna come il Drake italiano. Vuoi per il comun denominatore delle produzioni dal languido fascino street e vuoi per il crescente utilizzo dell’autotune. Il mood dei due però è diametralmente opposto: il canadese è il miliardario-principessa che si lagna perché è solo con i suoi dollaroni e i suoi rapporti sono sfalsati dai troppi soldi che ha; Mecna invece è il tuo amico che ce l’ha fatta ma resta easy e molto alla mano, e il suo malinconico scazzo esistenziale è un crepuscolarismo che resta trendy e notturno, tanto agilmente fruibile quanto qualitativamente saporito.

Mecna è il tuo amico che ce l’ha fatta ma resta easy

Corrado Grilli nasce nel 1987 a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Inizia a muoversi musicalmente già nel 2000 sotto la sigla Microphones Killarz, insieme a Lustro e Totò Nasty. È un trio di produttori che inizia a farsi le ossa grazie anche all’aiuto di Justice della Tana delle Tigri, e in questo periodo Corrado utilizza lo pseudonimo di Mec Namara. Il loro primo demo Movimenti Sismici, realizzato sui beat di Dj Skin, viene diffuso da crew breakdance foggiane come Sisma Boyz e PLS. Seguono alcune partecipazioni a concorsi pugliesi come Spazio Giovani 2003, e una serie di concerti in apertura per nomi anche di grosso calibro come Bassi Maestro, Amir & Mr. Phil e Colle Der Fomento.

Tra il 2004 e il 2005, unendosi al gruppo Original T’Roonz e ai produttori Dj Dfonq, Dj Dust e K-9, il trio fonda il collettivo Foggia Street. Nel frattempo allarga la sua rete di conoscenze stringendo alcuni contatti a distanza con produttori e rapper del nord Italia. Nello stesso periodo escono due cassette autoprodotte, Stacanovisti vol.1 e vol.2, e un esordio dal titolo No Problem. Quest’ultimo viene registrato all’Havana Studio di Lugano dopo una settimana di session, editato da Dj S.I.D. e mixato a Treviso da James Cella tra ottobre e novembre 2005. Seguono numerosi live, alcuni spostamenti e nuove collaborazioni. Mec Namara e Nasty si trasferiscono a Roma per studiare, e i Microphones Killarz partecipano al Music Village. Nell’ottobre 2006 Corrado ed ElDoMino, un rapper di Ascoli Piceno, pubblicano in via digitale l’album Propaganda, prodotto da Funk Ya Mama Productions. Produzioni dei Microphones Killarz finiscono anche nel primo lavoro ufficiale degli Original T’roonz, Diversi Dalla Massa.

Il secondo album del trio No Sense, con i singoli Colpa sua e Spring Beer, esce a giugno 2007 tramite l’etichetta veronese The Saifam Group. Il disco riscuote un grande successo di pubblico.

Blue Nox e i primi passi come Mecna

Nel 2009 Mecna, Kiave, Ghemon, Macro Marco, Hyst, DjImpro, Rafè & Negrè formano il collettivo Blue-Nox Academy. L’anno successivo Grilli esce con l’esordio solista adottando definitivamente il nome di Mecna. Le valigie per restare è un primo EP pubblicato soltanto in digitale (scaricabile gratuitamente dal sito del rapper), contenente i singoli Ogni Secondo (prodotto da K-9 e che vede la collaborazione del cantante bolognese Andrea Nardinocchi) e Con i piedi sul mondo (con Mad Buddy). Seguono alcune pubblicazioni su Soundcloud (Per le briciole e Le cose buone) che confluiscono in un secondo lavoro breve, Bagagli a mano.

Disco Inverno 

Nel 2012 Mecna torna a collaborare con Nasty & Lustro su nuovo materiale dei Microphones Killarz. La svolta arriva però quando, con il collettivo Blue-Nox, comincia a lavorare al suo album solista Disco Inverno. Il disco esce a settembre anticipato dal singolo Senza Paracadute. Mood intimista e poetica del quotidiano (l’amore per l’hip hop, la ragazza, i problemi di tutti i giorni), l’esordio di Mecna racchiude già il fulcro di tutta la sua produzione. È il disco di un rapper tecnicamente ottimo e di un cantante mediocre, e va bene così. Veste l’abito del bravo ragazzo e sbandiera continuamente la prima persona singolare portando facilmente l’ascoltatore ad empatizzare.

il disco di un rapper tecnicamente ottimo e di un cantante mediocre

Produzioni soulful e vagamente jazzate, tutte gradevoli e limate il giusto, un flow molto particolare nonostante il debito verso una lunga tradizione di hh più conscious delle nostre parti (da Neffa fino a Ghemon). È una proposta precisa che non chiede niente di più di quello che può dare, ne è consapevole e si ritaglia un equilibrio tutto suo in cui è sempre piacevole tornare, sapendo perfettamente quello che vi si troverà.

Laska

Due anni più tardi arriva Laska: un disco concepito in un cottage sul lago Øyeren (siamo in Norvegia, vicino alla piccola cittadina di Fetsund), che vede la presenza del musicista e compositore Alessandro Cianci. Il nutrito team produttivo vede la presenza, tra gli altri, del giovane talento Yakamoto Kotsuga, Pasta degli Amari e vecchi leoni come The Night Skinny. In questo secondo episodio Mecna spinge il più a fondo possibile il pedale della sincerità, mettendosi a nudo in un modo quasi disarmante tra gelosie e amori infranti (31/08, Non Ci Sei Più, Faresti Con Me), frecciate alla scena hip hop (Non Dovrei Essere Qui) e necessità di cambiamento. C’è consapevolezza e disillusione, tanta tristezza, nessuna autocommiserazione. Musicalmente le produzioni spaziano in un intimismo fatto di post-dubstep à la James Blake, nu-soul e future r&b, con beat equamente divisi tra l’epico e il minimale. 

Lungomare Paranoia

Nel 2017 arriva Lungomare Paranoia, il terzo LP solista di Mecna. Qui si spinge a fondo il pedale del pop, con un aumento vertiginoso dei ritornelli cantati e delle strutture electro dei pezzi; alle spalle del disco vediamo in tal senso ancora una volta una nutrita schiera di producer elettronici capeggiati da Godblesscomputers, che firma le due basi più valide del disco: la balneare Malibu e il singolo Il Tempo non ci Basterà.

Qui si spinge a fondo il pedale del pop

Mecna si conferma una penna non virtuosa ma capace di un autobiografismo facilmente empatizzabile, autoriale senza mai isolarsi nell’aulicità. È corposo anche il rinnovato ricorso all’autotune, un espediente che agevola gli intuitivi rimandi a Drake ma non si risolve in facile maniera modaiola (vedi trap e affini), ma all’interno dell’album risulta ben integrato e mai troppo piacione.

Blue Karaoke

A solo un anno da Lungomare Paranoia, ecco arrivare il quarto lavoro di Mecna. Blue Karaoke è la naturale prosecuzione dei suoi predecessori, un disco in cui l’autotune c’è ancora e in cui le canzoni tristi di Corrado diventano ancora un po’ più tristi. La poetica è sempre quella, quotidianità ed intimismo con un persistente velo di malinconia, cui a questo giro si aggiunge una rincarata dose di misantropia (Tu ed Io). Musicalmente si spazia abbastanza, dalle ballatone con un rapping più serrato (Ottobre Rosso con Ghemon) a scampoli di compassata ballabilità: ci sono la solita dancehall surgelata con stagliuzzamenti di vocine pitchate in Senza di Me (ma occhio all’inaspettata coda), l’house clubbara di Non Sono Come Te, e numeri dance come la bal(n)earica Un Drink o Due. Le produzioni sono sempre abbastanza esaltanti, e le melodie dei ritornelli sono un po’ tutte indovinate il giusto, orecchiabili ma mai troppo intuitive (vedi Pratica o Hotel). Nonostante a lui l’estate faccia schifo, è il disco che ti metti in cuffia per la passeggiata serale. Difficile che un disco così faccia cambiare idea a chi non lo apprezzava, come che scontenti chi invece già lo seguiva.

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