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    16
    2014

Ristampa

Rephlex

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Ogni notizia relativa a Richard D. James, alias Aphex Twin, acquista subito una grande risonanza, soprattutto quando si dimostra fondata e non frutto di april fools fuori stagione. La pubblicazione ufficiale, seppure solo in digitale, di Caustic Window LP a vent’anni dalla sua realizzazione rompe un silenzio produttivo che per James dura ufficialmente dal 2006 (con l’uscita di Chosen Lords, una sorta di “best of” della serie Analord a firma AFX), ma da far risalire al 2001, considerando l’alias principale Aphex Twin (il discusso Drukqs). Con il moniker Caustic Window James aveva pubblicato per la sua label Rephlex nel periodo ’92-’93 una serie di EP di non facile reperibilità, poi quasi interamente raccolti nel 1998 in una preziosa Compilation: un side project, sviluppato in contemporanea all’ “electronic listening music” di Selected Ambient Works 85-92 e delle prime uscite IDM per Warp, dove coltivare le passioni più insane verso l’acid e l’hardcore techno o dove parcheggiare i brani “braindance” meno compiuti, sempre con una forte dose di humor (con sample tratti da Julie Andrews, Willy Wonka, film porno, videogames anni ottanta).

Proseguendo su questa falsariga semi-schizofrenica, il 1994 vedeva l’uscita di Selected Ambient Works Vol.II da un lato, e del vol. 4 di Analogue Bubblebath dall’altro: tra i due estremi (l’eterea ambience – capolavoro! – del primo e la furia animalier del secondo), il progetto Caustic Window, in procinto di svilupparsi sulla lunga distanza, avrebbe dovuto rappresentare un’ulteriore valvola di sfogo per la frenetica creatività di James. L’album viene catalogato con il numero CAT023 e stampato in doppio vinile in quattro, forse cinque copie test, ma mai rilasciato ufficialmente. Delle 15 tracce che componevano l’LP, solo due furono rese pubblicamente note (le superdistorte e noisy Phlaps e Cunt, inserite rispettivamente nelle compilation “Trance Europe Express” e “Unity – Be Aware – Fight Back – Taking Liberties – The Criminal Justice And Public Order Act 1994 Is The Death Of Democracy”: titoli del tutto figli dell’epoca!): delle altre si ebbero notizie solo nel 1999, a seguito delle dettagliate informazioni fornite ad un fan-site aphexiano (l’ex joyrex.com ora watmm.com, il prezioso forum “we are the music makers”) da un supposto possessore di uno dei press test (quasi certamente Mike Paradinas, alias µ-Ziq, responsabile della Planet Mu e collaboratore di James per il divertente album Mike & Rich del 1996).

Nell’aprile del 2014 la notizia che uno dei set in vinile del Caustic Window LP sarebbe stato messo in vendita ha dato il via ad un’iniziativa, condotta dai prodi di wattm.com, che ha permesso il 16 giugno a 4.124 sottoscrittori di un’apposita campagna Kickstarter di scaricare la copia digitale delle tracce dell’album, rippate direttamente dal vinile (e immancabilmente finite su YouTube pochi minuti dopo…). E finalmente abbiamo la conferma: le informazioni del 1999 erano sostanzialmente corrette, l’album esiste e, al di là degli estremismi dei devoti aphexiani e dei denigratori dell’ultima ora, si tratta di un lavoro interessante e tutto sommato godibile, che contiene banalità ma anche colpi di genio, seppur (o forse proprio perché) da storicizzare.

Si drizzano subito le orecchie con la modernità retromaniaca di Flutey, profonda pre-minimal a 122 bpm con riflessi balearici, rilucente di quelle piacevoli imprecisioni date dall’artigianalità dell’ordito, oggigiorno impossibili da ottenere nell’asetticità dei software, e di scelte sonore (un oboe presettato, per esempio) ai limiti del kitsch. Stomper rientra nei canoni caustici: una cavalcata a 140 bpm, tra il tribale e il kraftwerkiano, con una linea per Roland SH-101 acida e personalissima. Mumbly è di maniera, con sample tratti dal cartone animato Dastardly & Muttley (quello di “medaglia medaglia medaglia!”). Popeye dura meno di ottanta secondi: uno scherzo da videogame sulla falsariga di alcune Melodies From Mars (album del 1995 mai ufficialmente pubblicato, altro Sacro Graal della discografia aphexiana). Il breakbeat acid di Fingertrips suona molto 808 State. Revpok è uno dei picchi dell’album: inventiva commistione industrial techno di metalli e rumore bianco, lanciato a 132 bpm per schiantarsi sul rapido AFX Tribal. Airflow è squadrata e marziale, e non si alza in volo. A detta di Paradinas, Squidge In The Fridge è una delle prime tracce in assoluto registrate da James, e non si fa fatica a crederlo: paragonandola alla successiva Fingry è evidente il passaggio tra mera banalità e semplicità creativa. Segue un’altra sorpresa che emerge dalla storia, un esercizio di stile inaudito per James: come esplicitato dal titolo, Jazzphase è house fusion di classe. Anche l’atmosfera di 101 Rainbows Ambient Mix rispecchia in pieno il nome attribuito, al punto da chiedersi se non siamo di fronte ad una semplice collezione di esperimenti demo. Dopo la brutale Phlaps e l’acid ipersatura di Cunt, le due già note scudisciate hardcore, l’album si chiude con gli scherzi telefonici: in Phone Pranks James parodizza l’uso delle telecomunicazioni del “telephone terrorist” Robin Rimbaud aka Scanner, coinvolgendo proprio quest’ultimo insieme ad altri amici musicisti (Morris “Mixmaster” Gould, Chris “Cylob” Jeffs, lo stesso Mike Paradinas) in assurde conversazioni su chi ha chiamato chi, per lo spasso del Nostro.

Testimonianza del fecondissimo periodo pre-drill di Richard D. James, esaurita l’immediata emozione per il ritrovamento archeologico l’album va preso per quello che è: un prodotto non di prima scelta ma neppure da scartare in toto, variegato e altalenante come già erano le precedenti pubblicazioni a nome Caustic Window.

18 giugno 2014
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