• ott
    07
    2016

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Scrivevamo tempo fa, a proposito del rapporto tra David Lynch e la musica, che This Train di Chrysta Bell è il lavoro con una marcia in più nelle ultime produzioni discografiche del regista americano, e lo è principalmente perché si avvale di una voce forte, vera – a differenza per esempio di album come Crazy Clown Time. In questo senso la Bell si è dimostrata la migliore interprete canora delle atmosfere lynchiane: Chrysta è un passo oltre quel folletto etereo di Julee Cruise sul piano della presenza vocale, e ben sintonizzata poi sulle più adulte e sensuali (dis)torsioni dell’immaginario del cineasta, da Lost Highway in avanti, come difficilmente avrebbe potuto fare la Cruise, interprete prediletta dal duo Lynch/Badalamenti ai tempi di Twin Peaks.

Non stupisce perciò che la collaborazione Bell/Lynch continui, ma nemmeno che la trentottenne artista texana voglia giocarsi le sue carte in solitaria in un progetto personale che prenderà forma il prossimo anno sotto la produzione di John Parish. Strana quindi, e quantomeno anomala, la “posizione” di Somewhere in the Nowhere, nuova puntata di una collaborazione ormai decennale (Polish Poem “illuminava” già il finale di Inland Empire), come “antipasto” del nuovo lavoro. Non c’è dubbio infatti che la mano di Lynch sia preponderante in ambito di scrittura e produzione: la coppia indulge su quel dream pop rétro che è la cifra stilistica preferita del regista quando si tratta di scrivere canzoni melodiche tanto in All The Things e Somewhere in the Nowhere quanto in Back Seat, una torch song “recitata” tra le maglie di un tessuto di chitarre effettate e fluttuanti. Staccano invece il passo il trip-hop jazzy di Beat the Beat e Night Ride, un topos dell’immaginario lynchiano musicato con tanto di effetti cinematografici (il rumore dei freni) al tempo di un rock più sostenuto. Oltre alla voce dark e dreamy, la Bell scopre qui un lato più ruvido ma sempre elegante che fa pensare a PJ Harvey. Potrebbe essere la sua direzione – sempre che non si limiti a riprendere l’originale – ma ce lo dirà meglio il nuovo album. Somewhere in the Nowhere è comunque il degno seguito di This Train, seppur su corta distanza.

17 Ottobre 2016
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