• Ott
    09
    2015

Album

Cold Spring

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Backwards dei Coil è un disco che ha avuto una genesi e una storia piuttosto travagliata ma, senza esagerare, possiamo considerarlo una sorta di capolavoro perduto, un anello mancate tra Love’s Secret Domain e Musick To Play In The Dark. Ora, dopo circa vent’anni, l’opera integrale è stata finalmente ritrovata e resa disponibile grazie a Cold Spring e a Danny Hyde, che ha fornito i nastri originali. Dal 1992 al 1995 il duo formato da John Balance e Peter “Sleazy” Christopherson (Throbbing Gristle, Psychic TV) ha lavorato attorno ai materiali di Backwards finendo per registrare il disco nei Nothing Studios di Trent Reznor (Nine Inch Nails) a New Orleans. Per ragioni poco chiare, alla fine il disco non vide la luce ma, ben dieci anni dopo, l’ottimo materiale che lo componeva divenne la base per The Ape Of Naples, uno dei lavori più amati dei Coil, uscito postumo dopo la tragica morte di Balance nel 2004.

Si può affermare che Backwards abbia visto quattro diverse incarnazioni. La prima è uno studio demo su cassetta risalente al 1992-93, contenente in forma embrionale molto del materiale che verrà utilizzato in seguito per l’effettiva registrazione del disco ai Nothing Studios di New Orleans. L’intero demo venne trasmesso nel 2001 dalla stazione radio di Amsterdam Dutch Radio4. Fu così che il “Backwards demo” cominciò a circolare tra i fan hardcore del duo, anche in formato CD-R e digitale.

La seconda versione è quella ufficiale, ora finalmente pubblicata integralmente da Cold Spring in doppio LP e in formato CD. Heaven’s Blade e Elves erano brani già apparsi solo in forma embrionale nel Backwards demo del 1993. In My Blood, presente nel demo, diventerà la base di A.Y.O.R., mentre Simenon, Bee Has Photos e gli altri episodi presenti sulla cassetta bootleg, porranno le basi per molti nuovi brani del Backwards di New Orleans. Verranno anche realizzate diverse nuove tracce non presenti in origine nel demo su cassetta, tra cui la prima versione della celeberrima Fire Of the Mind, uno dei brani più amati dei Coil, eccelsa e insuperata prova canora di Balance.

The Ape Of Naples è, per certi versi, oltre ad un evidente tributo a Balance, anche una parziale reincarnazione di Backwards, dato che l’album, pubblicato nel 2005 rielabora una buona metà del materiale proveniente dalle registrazioni di New Orleans. Ben 5 brani su 11, infatti, provengono dal Backwards del Nothing Studios: Fire Of The Mind, It’s In My Blood (radicale reworking di A.Y.O.R., che qui riprende il nome originale presente nel demo del 1993) Heaven’s Blade, Cold Cell e Amber Rain.

La versione remix realizzata da Peter Christopherson e Danny Hyde in Bangkok nel 2007, intitolata Backwards Remix, infine, è un tentativo di recupero “parziale” di quel materiale originale, comunque rielaborato in nuove versioni. Nel Backwards Remix mancano alcuni pezzi presenti in The Ape Of Naples, dato che l’album era stato originariamente pubblicato in formato 12″, proprio come parte di un cofanetto ristampa del disco del 2005. Solo successivamente venne distribuito in maniera “non ufficiale” in CD e in formato digitale da Threshold House.

Entrando nel merito del disco recuperato e pubblicato da Cold Spring, possiamo notare come la versione originale di Fire Of The Mind suoni più noise, con un uso della chitarra elettrica effettata in sottofondo che la rende abbastanza diversa da quella presente in The Ape Of Naples. Nel brano originale la dimensione quasi sacrale, auratica, rimane sullo sfondo, mentre emergono gli esiti di una ricerca elettroacustica portata avanti assieme a Danny Hyde e a Reznor. Proprio in quegli anni i Coil remixavano i Nine Inch Nails realizzando anche quel capolavoro che è stato Further Down The Spiral (1995). Del resto, un brano come Be Careful What You Wish For, presente su Backwards, si spingeva già verso selvagge accelerazioni elettro-rhythmic noise, al pari di quelle presenti nel brano dei NIN/Coil, Eraser (Denial; Realization). Si ascolti anche la versione di Heaven’s Blade nel mixaggio di New Orleans: vira decisamente verso una dimensione più veloce e dance sul modello dei pionieristici esperimenti di Love’s Secret Domain, al pari dell’incredibile traccia acid-techno tribale di A.Y.O.R. e l’esoterica Copacabbala. Nel lavoro si percepisce come la ricerca dei Coil fosse anche perfettamente in linea con la contemporanea elettronica inglese IDM dei primi anni Novanta: brani come Fire Of The Green Dragon e Nature Is A Language sono lì a dimostrarlo. Non mancano nel lavoro atmosfere più oscure e intimiste (Amber Rain e Paint Me As A Dead Soul) che fanno presagire le future sonorità alla Musick To Play In The Dark con almeno quattro anni d’anticipo.

Il brano che dà il nome al lavoro è una sorta di profezia da brividi: “Everything’s backwards… Fuck me in reverse… All hummingbirds must die“. È un passato che non smette di tornare nell’era del Kali Yuga, sono registrazioni strappate dalla tomba per un mondo che è “ended a long time ago”. Backwards è un lavoro essenziale, imperdibile non solo per i fan dei Coil. È un disco che ci permette di operare uno sguardo a ritroso sulla carriera del duo e di reinserire il gruppo nella cornice della ricerca elettronica dei primi anni Novanta, tra esoterismi post-industriali ed emergenze elettroniche “proto-IDM”. Mostrandoci dei classici in una nuova luce, forse Backwards ci dice qualcosa di nuovo anche sul DNA di una certa sperimentazione elettronica che ha le radici nella musica industrial, oggi più che mai attuale nelle sue nuove molteplici incarnazioni e diramazioni elettrificate, post-techno, psichedeliche, più o meno occulte.

12 Ottobre 2015
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