Recensioni

A quindici anni dalla sua prima pubblicazione torna sul mercato il disco d’esordio dei Cut Operation Manitoba. Ad occuparsi della ristampa è la stessa Gamma Pop che lo fece uscire nel 1998, etichetta gloriosa tornata a pieno regime dopo un oblio durato troppi anni. In un mondo musicale completamente rivoluzionato rispetto a quegli sgoccioli di Novanta, Ferruccio Quercetti, Carlo Masu, Luisella Matricardi, Elena Skoko e Daniele Pala – questi erano i Cut di quel periodo – rispondono con dignità all’appello, con un suono capace di sintetizzare in una fisicità nervosa ed essenziale un approccio piuttosto trasversale: le slide guitar in odore di Jesus Lizard di Shake Dancer, i Pavement anfetaminici di Thorns, il noise spigoloso di Soul Deranger, il funk “wahwahizzato” di Super City, il punk dissonante di Barbie Lifting o di Psycho Rock & Roll.
Certo di anni ne sono passati e così la comunione di intenti genuina e totalmente dedita alla causa che involontariamente leggi nei dodici brani registrati in presa diretta, sembra quasi una sopravvissuta a un conflitto nucleare, tanto è fuori dal tempo. Un trasporto creativo che letto nell’ottica delle convenienze stilistiche e comunicative che oggigiorno tocca vedere in certi esordienti, avvicina ancor più il disco allo status di piccolo classico, avvalorando i giusti onori che in passato gli furono tributati da addetti ai lavori e pubblico.
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