Recensioni

6.8

C’è una vecchia puntata di Futurama, Obsoletely Fabulous (in Italia nota come Bender Crusoe), quattordicesimo episodio della quarta stagione, in cui Bender, per sfuggire a un temuto upgrade, scappa dalla civiltà e approda in un’isola dove si nasconde anche una comunità di robot reietti perché ormai obsoleti. Qui Bender, dopo un’iniziale riluttanza a rinunciare completamente agli agi tecnologici, sposerà la filosofia dei nuovi compagni con tale entusiasmo da sottoporsi a un’operazione che lo trasformerà in “un robot di legno a vapore”. Forse Obsoletely Fabulous non è una delle puntate più memorabili dello strepitoso e visionario show di Matt Groening, però il concept estetico del Bender legnoso è assolutamente geniale e affascinante. Una sorta di steampunk primitivista e naïf.

La stessa identica descrizione che si potrebbe utilizzare per la musica del francese Danse Musique Rhone-Alpes, anche se l’etichetta, la sempre inafferrabile e spesso affidabilissima, Kythibong, nelle note stampa si limita a un altrettanto azzeccato “techno povera”. All’esordio sulla lunga distanza, il producer Loup Gangloff (già metà dei Deux Boules Vanille) realizza infatti undici quadretti elettronici che sembrano provenire da una linea temporale alternativa, dove il legno è ancora il materiale principe di ogni utensile, paradossalmente anche di elettrodomestici (e strumenti elettronici come sintetizzatori e drum-machine).

In Shit Forest si passa così da bizzarri rimandi library (Croisillons) a folli e sperimentali ossimori sonici come la spastica synthwave biologica di Divination par les Brosses e la spettrale opening-track Ocarina Belt; dalla cavernicola brutalità techno-trance della title track alle frenetiche ritmiche UK-hardcore di Ghoulio Stairtrap; da dub inevitabilmente alpestri (Spiritisme et Nouvelle Technologies) a quadretti electro-psichedelici (il singolo Soft Archery, la più frizzante e inquieta Prise sur Maison Roche e la sua incerta gemella Prise sur Maison Mere) che non sfigurerebbero affatto nel catalogo della label italiana Artetetra.

Lontano dall’essere un capolavoro, con il suo incedere per tentativi improbabili, Shit Forest suona però decisamente peculiare e fuori dagli schemi: un biglietto da visita importante per il progetto Danse Musique Rhone-Alpes, che s’inserisce con personalità nella mappa dell’elettronica europea più obliqua, tra la nostalgia acida del tedesco Errorsmith, l’industrial-techno primordiale del super-duo greco Territroy (Larry Gus e Mr. Statik) e l’autarchia sintetica dell’etichetta portoghese Holuzam.

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