• Gen
    15
    2016

Album

4AD

Add to Flipboard Magazine.

«Ho bisogno di scrivere e di esplorare le profonde miniere dell’esperienza e dell’immaginazione, far uscire le parole che, esaminandosi, diranno tutto…», scriveva la poetessa canadese Sylvia Plath, morta suicida a 31 anni. La sua affermazione del potere supremo della parola aderisce bene alla poetica di Elena Tonra e dei suoi Daughter. Dopo il successo di If You Leave, la band londinese torna con Not To Disappear, un disco in cui sostanzialmente viene riproposta la formula vincente del debutto. Tutto ruota attorno alle atmosfere cupe e rarefatte della voce intimista della Tonra e della sua acustica, sorrette da chitarre dream-pop e percussioni accennate con qualche incursione elettronica. La dialettica dei Daughter rimane quindi pressoché la stessa, tra abbandoni, esplorazione dei fragili equilibri dei rapporti umani e un tono evocativo che punta ai sentimenti, in saliscendi emotivi dove musica e testi si mescolano alla perfezione.

Come già accadeva nel primo album (2013), lo sfondo sonoro è un continuo contrasto tra la sensibilità XX, la potenza Explosions In The Sky e in generale un ottimo punto d’incontro tra songwriting e rock violento, ma mitigato da un’elettronica intelligente sia nei suoni che nelle frasi musicali. Numbers è un ottimo esempio di questa sorta di songwriting 2.0, in cui la disperata delicatezza di Jeff Buckley si scontra coi DIIV più rilassati. La differenza più evidente con If You Leave è una propensione maggiore verso il ritmo incalzante, come in No Care o Fossa, e verso uno shoegaze in bella mostra, come in How. Questi gli estremi di un disco che, come il precedente, non è facile da digerire, ma conserva un fascino che rimane intatto dall’inizio alla fine, sia quando si passa attraverso piccoli capolavori come New Ways To Belong (con un inizio che richiama i Be Forest di Totem), sia in momenti più “classici” come Mothers Made Of Stone.

Not To Disappear conferma un equilibrio compositivo e sonoro che i Daughter sanno maneggiare a loro piacimento. Nel complesso è un disco che mantiene intatta la magia di If You Leave aggiornandola nei suoni e nei riferimenti, e rinvigorendola nella struttura e nei testi. Ed è proprio lo storytelling il fulcro di tutto, tanto che la band ha commissionato a Iain Forsyth e Jane Pollard la creazione di tre film per Not To Disappear. Menzione speciale per Doing The Right Thing, in cui la scrittura della Tonra raggiunge alte vette emotive nella descrizione accurata di una instabilità mentale che coinvolge anche i rapporti interpersonali – la famiglia in primis – della protagonista. Una scrittura che in alcuni momenti si avvicina al feroce intimismo di Sylvia Plath.

15 Gennaio 2016
Leggi tutto
Precedente
She-Devils – She-Devils EP She-Devils – She-Devils EP
Successivo
Tortoise -The Catastrophist Tortoise -The Catastrophist

album

artista

Altre notizie suggerite