Recensioni

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L’unica cosa positiva di questo terzo disco dei sudafricani è il campionamento da Ageispolis (su Selected Ambient Works 85-92) di Aphex Twingià citato come fonte in molti video, posizionato guarda caso all’inizio del disco (Ugly Boy). Il trucco è furbo e funzionale, tanto più che AFX è un nome che Skrillex ha spesso fatto notare ai suoi fan. Guardando al resto, che dovrebbe essere farina del proprio sacco, ci si trova di fronte alla solita alternanza di vocina e rappato, con tagli crossover (sonorità che sarebbero state bene qualche anno fa nei dischi di Limp Bizkit e giro nu-metal) e qualche citazione di Eminem (Rat Trap 666 con DJ Muggs dei Cypress Hill).

Nel precedente Ten$ion c’era un po’ di spocchia, qualche richiamo ai Novanta e campioni decenti che davano al tutto una parvenza di freschezza. Qui manca pure il guizzo e raschiando il barile rimane pochissimo, se non una lunga teoria di “fuck, fuck, fuck” che non risolve nulla. Offese a profusione utili a sedare la rabbia dei tardo-adolescenti ‘pseudo-contro’-tutto. Un plagio sì curato nella produzione, ma in ultima analisi subdolo, troppo artefatto, troppo finto.

Qualche trick chip-tune, strizzate d’occhio, ammiccanti e post-tutto che svelano in realtà un nulla dilagante (baratro del post-moderno?). La voce della cantante ricorda i Pizzicato Five, ma dopo qualche minuto è già bollita. L’idea del post-rave che copia male i Prodigy (Happy Go Sucky Fucky) non tiene. Le ultime canzoni propongono una via di fuga da questo scimmiottamento della stagione rave (la titletrack), andando a parare su un’ambient che si salva in corner. Speriamo che “La risposta” (questa la traduzione del moniker) arrivi da questo binario nel prossimo futuro; comunque, Donker Mag resta uno dei peggiori dischi dell’anno.

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