Recensioni

Le ragioni per ignorare l’ennesimo lavoro dei Dinosaur Jr. anche questa volta ci sarebbero tutte: la formazione guidata da J Mascis di fatto ha smesso di aggiungere tracce di novità dai tempi di Bug e da lì in poi tra liti, separazioni e reunion, il materiale pubblicato sotto il nome del gruppo ha bene o male proposto sempre lo stesso identico suono.
Eppure. Eppure Give A Glimpse Of What Yer Not – come già successo per I Bet On Sky e i precedenti due album che hanno visto il ritorno di Lou Barlow al basso, ripristinando la line up originaria – pur nella sua staticità sonora, riesce ancora una volta a far brillare occhi e orecchie, a farsi ascoltare e riascoltare, a riuscire nel suo essere contenitore di un suono distintivo in grado di convincere ed essere riconosciuto immediatamente. L’undicesimo album in studio è l’ennesima raccolta di canzoni pop-rock dalle melodie semplici, power chords, assoli neanche troppo complessi e un apparato ritmico in grado di rielaborarsi costantemente con estremo dinamismo. Nel mezzo le canzoni, quelle che i tre sanno confezionare meglio di chiunque altro: si prenda il primo singolo Tiny o la successiva ballata in minore Be A Part o la malinconica Lost All Day: la voce catatonica, distante, temibile eppure allo stesso tempo calda e consolatoria di J Mascis che canta distante «fear is good you understood it wrong» con lo sguardo consapevole, forse maturo, che si rivolge altrove. Il disco si apre con la solita incalzante chitarra distorta di Going Down, ed è subito chiaro dove ci troviamo. I toni della band sono sempre più smorzati rispetto al passato, I Told Everyone mette in risalto la vocalità impressionista di J, mentre in I Walk For Miles si torna a far sentire l’anima più core del gruppo. Knocked Around è uno dei momenti più intensi del disco, con un tappeto lento e sussurrato che in un crescendo di rumorosità e distorsioni esplode in un finale che potrebbe non finire mai.
Di brani a firma Barlow ce ne sono due (Love Is… e la conclusiva Left/Right): dopo tante uscite a vuoto a mezzo stampa il bassista ha finalmente accettato con serenità il suo ritrovato ruolo nel gruppo, ricavandosi un suo spazio e accettando un determinato equilibrio. Quella mano sulla spalla al minuto 3:05 del video di Over It ha segnato la definitiva resa, e se questo comporta qualche intervento in meno sull’altare della indiscutibile direzione di J poco importa. I momenti a sua firma sembrano orientarsi verso soluzioni sixties e, a conti fatti, sono anche i brani in cui si avverte maggiormente un cambio di registro rispetto al resto.
I Dinosaur Jr. sono esattamente lì dove li avevamo lasciati, in perfetta forma, a distillare canzoni che continueremo ad ascoltare aspettando di poterle apprezzare ancora meglio dal vivo. Tempi e suoni per loro sembrano non cambiare mai e a noi va benissimo così.
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