• Ago
    28
    2013

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Mego

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Donato ‘Dozzy’ Scaramuzzi è una metà dei Voices From The Lake. Insieme a Giuseppe Tillieci ha raggiunto nel 2012 la notorietà ed il giusto riconoscimento internazionale per un eccellente lavoro che assemblava ambient e techno con gusto e savoir faire da maestri. Il nuovo disco nasce come rivisitazione di Vaporware, un pezzo di Chris Madak aka Bee Mask (musicista cresciuto nella scena sperimentale di Cleveland e ora residente a Philadelphia) pubblicato lo scorso anno come singolo su Room40, la label del compositore australiano Lawrence English.

Dozzy e Madak si incontrano al Labyrinth Festival nipponico, uno degli eventi mondiali per gli appassionati di elettronica di frontiera, psichedelica e goa-ambient. Dopo uno scambio fruttuoso di idee, il romano decide di rendere omaggio all’amico con un ampliamento del singolo. I punti di vista sul pezzo sono in totale sette e ognuno prende spunto da una particolare sonorità dell’originale – che viaggiava su coordinate ambient giocattolo – tagliando con loop minimal e field recordings.

Fin qui nulla di strano. Sembrerebbe la solita operazione per addetti ai lavori. Invece quando gusti l’ambient che ti rimette in pace col mondo, le sonorità ispirate che non sentivi dai Settanta dei Tangerine Dream con quel tocco che coniugava sperimentazione, prog, elettronica e loopismo spinto, basilare per tutto quello che sarebbe stata la techno (Vaporware 07), quando ti tuffi in teorie acquatiche e piogge idratanti (Vaporware 01) o in vocalizzi minimal-angelici à la The Field (Vaporware 03), in ritmiche naive-pop (Vaporware 04), non puoi che essere contento, appagato e in un certo qual modo tornare bambino.  

Dozzy sa esattamente cosa prendere dall’originale, costruisce loop che non stancano, perché proprio nel momento in cui sembrano essere arrivati alla ripetitività, scattano con la variazione propositiva. Il suo mondo è la colonna sonora di un’aurora boreale che spazza via gli hangover post-club e ci rinfranca, ci fa capire che i Selected Ambient Works di Aphex Twin non sono poi così distanti. Si viaggia su una qualità altissima, che sorprende. Uno dei migliori dischi dell’anno.

7 Ottobre 2013
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