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Hoepli

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Di Donato Zoppo – giornalista, scrittore e conduttore radiofonico – avevo già letto e apprezzato Amore, libertà e censura (Aereostella, 2011), libro dedicato al cruciale 1971 di Lucio Battisti. Nel frattempo ha pubblicato un altro plotoncino di titoli dedicati a Genesis, King Crimson, Baglioni e Area, fino al recente Opera Rock (Hoepli) scritto assieme a Daniele Follero. Sempre per la prestigiosa Hoepli è uscito questo volume monografico su Battisti, dal taglio ben più agile, come lascia intuire un titolo come Il nostro caro Lucio. Del resto, la collana diretta da Ezio Guaitamacchi intende produrre un corpus di opere rivolte al più ampio pubblico possibile, perciò impostate in senso divulgativo e graficamente accattivanti.

Se da un lato la costante presenza di mini schede mirate ad approfondire nomi e situazioni toccate dal testo tende a spezzare la fluidità della lettura, conferendo all’operazione l’aspetto di un manuale da consultazione, Zoppo riesce però a compiere una specie d’impresa. Ovvero, sa registrare la scrittura sul giusto equilibrio tra semplicità e indagine, tra approfondimento e cronaca. La chiarezza dell’esposizione non impedisce affatto di cogliere il peso specifico di passaggi epocali, anzi: l’ibridazione tra la melodiosità nazionalpopolare e irrequietezza rock e rhythm and blues anglosassone, i prodromi prog ed etno-world, lo smarcarsi in territori sempre meno autocelebrativi, quel porsi fuori dal cono di luce dei media e lontano dalle aspettative del pubblico per approdare alla meravigliosa “pentalogia” con Panella, tutto questo e altro non sfugge all’analisi puntuale di Zoppo, capace in poche righe di sintetizzare significati, connessioni e conseguenze.

Non manca certo l’aneddotica, uno scrutare mai morboso nei rapporti tra Lucio e i molti che ne hanno accompagnato la parabola (Mogol su tutti, poi Radius, i Quelli – che poi diverranno PFM -, Massimo Luca, MinaCaesar Monti…), dei quali spesso e volentieri vengono riportate dichiarazioni che contribuiscono a sagomare la figura di un musicista geniale e controverso, popolare ed enigmatico. Il punto nodale a mio avviso sta proprio qui: a vent’anni dalla morte, di Lucio Battisti rimane la fama enorme, certo, stampata indelebilmente nell’immaginario nazionale, a cui si accompagna però una quota di insondabile mistero. Dei traguardi che ha saputo raggiungere, forse è questo uno dei più grandi.

15 Ottobre 2018
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