• Mar
    01
    2019

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Boring Machines

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Apparsa per la prima volta nel 2015 con il breve ma già fortemente visionario e originale Modern Antique, la sigla Everest Magma è la seconda incarnazione artistica dello sfuggente cantautore Rella the Woodcutter (di cui si ricordano i lavori per la compianta Fallo Dischi e ovviamente per Boring Machines): una veste, almeno nei primi due lavori, decisamente inconsueta, in cui un’elettronica arcaica e cigolante andava a sostituire l’oscuro folk dilatato del progetto precedente.

Il nuovo Minus Plus Escapism arriva dopo tre anni di silenzio e prosegue il sodalizio con la label trevigiana, ma suona notevolmente diverso: se Gnosis sacrificava un poco le asperità industrial dell’esordio in favore di un’attenzione maggiore verso il ritmo, questo terzo episodio pare riappacificarsi e riscoprire in parte le fascinazioni folk. Tornano anche gli strumenti più tradizionali, in particolare la chitarra acustica, sempre presente, e torna ad essere utilizzata la voce: il risultato è probabilmente il disco più psichedelico di una discografia ampia e già piuttosto obliqua.

Ispirato agli effetti della Salvia Divinorum Minus Plus Escapism si muove leggero e stupefatto, immaginando alterate geografie soniche dove, in un battito di ciglia, si passa da Canterbury al quarto mondo, dalle spiagge assolate della California dei Beach Boys alle mistiche Highlands scozzesi, dalla polverosa frontiera western di Bruce Langhorne e del Dylan più crepuscolare alle comuni hippie della Germania divisa.

6 Marzo 2019
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