• Gen
    22
    2013

Album

Sacred Bones, BYM Records

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La Sacred Bones li ha scovati in Cile i Föllakzoid, quartetto dagli interessi variegati perché tra i componenti si annoverano anche un architetto, un fotografo e un filmaker, tutti di stanza a Santiago. II è il primo vero full-lenght dopo un eppì uscito sempre per Sacred bones, ed è un passo in avanti gigante per i quattro perché – c’è da scommetterci – siamo davanti alla migliore esecuzione kraut dell’anno.

Sono certamente figli dei Neu! i Föllakzoid, di Hallogallo, e non fanno niente per nasconderlo. Si viaggia sempre a ritmo trance, elettronica kosmische, parole chiave rimangono reiterazione/durata/circolarità dunque sì, kraut in tutto e per tutto. Ma è l’acidità del viaggio a cambiare. Merito di un groove ipnotico, vicinissimo agli amici Moon Duo (9, 99) e di piccoli scarti che pur in contesto monolitico fanno la differenza. Rivers ad esempio, col suo motorik dal sapore tropicale che abbiamo imparato a conoscere grazie i Sao Paulo Underground pur al netto delle componenti avant jazzistiche, ma con un simile effetto saudade. Eppoi la trance logorante di Pulsar, una cavalcata di chitarre e tastiere abrasive a rischio svenimento perché è un’ipnosi malata, un down da acido che ti sfuoca la vista e ti lascia in balia dell’hangover finale. E’ un volo compatto e fluido solo in parte accostabile alla kosmische anni ’00 perché di fatto non troverete effusioni soft-noise stile Emeralds, preferendo invece pestare sulla ritmica e sul groove.

Dunque sedetevi comodi, munitevi delle vostre armi preferite e allacciate le cinture: con i Föllakzoid avete tutti gli ingredienti per staccarvi dal suolo in men che non si dica.

28 Gennaio 2013
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