Moon Duo (US)

Biografia

Il duo di San Francisco, formato nel 2009 dall’unione sentimentale oltre che musicale tra il chitarrista dei Wooden Shjips Ripley Johnson e Sanae Yamada “per poter mantenere la cosa il più possibile essenziale e facile da gestire, specialmente in sede live”, corre sui binari dei suoni psichedelici e kraut-rock di matrice Spacemen 3, Silver Apples e Suicide.

Dopo la prima release autoprodotta Love To The Sea, uscito per la homemade Sick Thirst nel 2009, i Moon Duo aprono i battenti con due Ep, il primo Killing Time uscito nello stesso anno per Sacred Bones e formato da “quattro pezzi sospesi in un limbo astrale”, e il successivo Escape nel 2010 per Woodsist. Quest’ultimo, pensato come EP, in realtà è più un mini-album per durata e consistenza, mostrando “nebulose spirali di riverberi, lamenti vocali dal pianeta Vega” che segnano una rinascita di sonorità Wave intrise di riff blues ed accoppiate elettroniche.

Mentre i due continuano a disseminare pezzi piccoli un po’ ovunque, specie se in modalità split con animi affini – il 7” Catch As Catch Can che si muove su territori quasi kraut-garage, lo split con i Bitchin’ Bajas, Silver Bells per Holy Mountain, ecc. – è tempo del full-length “vero”. Mazes, pubblicato per Souterrain Transmissions nel 2011, registrato a San Francisco e mixato a Berlino durante l’anno precedente, mostra la vera natura del duo che guarda avanti e sposta le sonorità sperimentali kraut-rock ad un garage-surf d’ispirazione 60’s. A due anni di distanza, dopo il remixaggio di Mazes con la partecipazione di Sonic Boom, Cave e Psychic Ills, esce il secondo lavoro discografico Circles. L’album è il risultato di un isolato inverno nelle Rocky Mountains, prende ispirazione un saggio di Ralph Waldo Emerson sulla ciclicità e l’importanza della circolarità nella natura e rappresenta un tentativo di smarcatura dai cliché di genere, con melodie meno ossessive ma sempre intrippanti. Circles segna anche il ritorno alla casa madre Sacred Bones per cui realizzano, oltre all’ormai classico album di remix Circles Remixed (Umberto, Eric Copeland e White Rainbow tra gli altri), anche uno split 7” coi compari Psychic Ills.

Le infuocate performance on stage dei due hanno sempre attirato l’attenzione di molti, tra luci psichedeliche memori degli spettacoli targati Velvet/Warhol e di una potenza non indifferente. Non è un caso che nel 2014 veda la luce un vinile limitato registrato in quel di Ravenna dal titolo inequivocabile: Live in Ravenna. L’album cattura, grazie al lavoro di Mattia Coletti, chitarrista e fonico di prim’ordine, una delle più accese performance del tour 2013 all’ Hana-Bi di Ravenna per una musica in presa diretta che sprigiona al massimo l’ipnoticità delle note del duo – con l’aggiunta del batterista John Jeffrey, chiamato dopo anni di tour con drum-machine per dare “un po’ di dinamismo e flessibilità” alle rigide sonorità del duo, Sanae dixit -, creando un qualcosa di estatico volto sempre ad omaggiare e prendere ispirazione dai precedenti gruppi underground quali Spaceman 3, Loop e Neu! Nel 2015 esce Shadow Of The Sun sempre per Sacred Bones, “risultato di mesi di profonda incertezza”, a cui seguono i due volumi di Occult Architecture (Vol.1 e Vol. 2), ovvero lo Ying (il femminino, l’oscurità, la notte e la terra) e lo Yang (l’uomo, il sole, la luce e lo spirito del paradiso) di un unico percorso. Nelle parole del chitarrista se il primo volume era il «fuzz dungeon», il secondo rappresenta il «crystal palace» e naturalmente servono «entrambi gli elementi per completare il ciclo»·

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