Recensioni

6.9

Frank Brait è ancora restìo a diffondere la sua vera identità. Tutto ciò di cui si è a conoscenza al momento, al suo riguardo, è che bazzica Roma e possiede un alter ego musicale, Frnkbrt, il quale ha all’attivo due lavori, ovvero Colder Brait EP (2014) e il successivo primo LP Love Your Crossroads, uscito il 22 febbraio 2016 per Lapidarie Incisioni. Un’altra informazione essenziale da non trascurare è che Frnkbrt si è accostato alla musica con approccio scientifico ma caloroso ispirato dalla “rivoluzione elettronica” declamata dallo scrittore William Burroughs, facendosi influenzare sia dalle figure pioniere dell’elettroacustica (Luigi Nono primo su tutti), sia da nomi ben più recenti sviluppatisi in habitat alternativo e punk, quali gli Swans.

Il fulcro dell’operato sonoro dell’artista si alterna sempre tra mondo analogico e mondo digitale, con diversi mezzi di registrazione e di incastro delle trame. Love Your Crossroads non fa eccezione. Nascondendogli fino all’ultimo respiro la vera silhouette della canzone, Frnkbrt intrattiene l’ascoltatore con undici brani ipnotici e basilari, assolutamente scevri da qualsiasi idea di opulenza. La pacatezza di Your Bra (feat. Sou), in cui i sibili della voce femminile si intrecciano agli arpeggi e ai guizzi elettronici, dopo un cambio ritmico dove intervengono sonorità orientaleggianti cede il passo alla più movimentata e tintinnante Your Breath; Teen Party (feat. Cate) si rivela uno dei pezzi maggiormente pop del disco, mentre Your Signs s’immerge negli abissi dell’incanto con riferimenti che ricordano le creazioni di iamamiwhoami. My Thoughts (feat. Maidub) è pura atmosfera che si fissa su una chitarra circondata da loop, My Doubts sperimenta con suoni da camera (come un carillon) su cui si installa il noise e Our Time cresce nella stratificazione degli oggetti sonori. My Name conclude l’opera ponendovi sopra un sigillo che sa di una malinconia paradossalmente felice.

Frank Brait usa Love Your Crossroads per parlare di sé, riuscendo nell’intento senza alzare mai la voce e senza imporsi su chi gli sta prestando attenzione. A far breccia nell’immediato è il calore con cui sfoggia le tinte tenui che compongono i suoi brani intensi, un calore che non sempre l’elettronica è in grado di offrire.

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