• Ott
    14
    2016

Album

Triple Crown

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Ci ha messo un po’ Joey Vannucchi ma, finalmente, i suoi From Indian Lakes hanno fatto centro. Dopo una manciata di dischi che hanno dato il via ad una scalata lenta ma continua all’interno della scena alternativa statunitense, con Absent Sounds (2014) e la firma per Triple Crown le cose sono diventate più interessanti. Indie-folk e dream-pop di partenza, un’apertura verso minimalismi XX e la delicatezza emotiva dei più rilassati Bombay Bicycle Club hanno contribuito a rendere Everything Feels Better Now il disco più completo nella breve ma intensa carriera del progetto.

La melanconia in stile Wild Nothing è la solida base dream-pop su cui poggia gran parte dei brani del disco: Happy Machine apre le danze con un arpeggiatore sighiozzante su cui cori, ritmiche dilatate in chiave jazz e richiami indie-pop con incursioni di chitarre saturate si distendono con delicatezza agrodolce. The Monster serra i tempi (dispari), pur rimanendo cristalizzata in un sound oscuro e intimista che nel ritornello esplode diventando più rock. Introspettivo e schivo, l’estro di Vannucchi descrive con personalità echi di un tempo passato (Blank Tapes) e i fatui sogni americani (American Dreams) con la stessa decadenza e lo stesso vigore rock sommesso, controllato da una coltre dreamy di chitarre riverberate, synth anni Ottanta e voci sussurrate.

Perfetto incontro tra l’indie-rock britannico post-anni Zero più d’atmosfera e il dream-pop americano di Jack Tatum e Youth LagoonEverything Feels Better Now è la sensazione di pace interiore che ci pervade dopo un momento brutto: si avverte ancora l’inquietudine, ma un forte senso di grazia comincia a conquistare il nostro vivere quotidiano.

5 Novembre 2016
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