Recensioni

5

Anticipato dal singolo Flaws – che suonava come le prime hit dei Depeche Mode mescolate ad un sentire krauto progressive à la Tangerine Dream – e Tetrahydrofolic Acid – più in linea con il sound elettronico degli Hot Chip tagliato con strumenti analogici primo Aphex -, arriva il sesto album per Fujiya & Miyagi.

Il gruppo (duo solo nel nome) di Brighton non sembra essersi scrollato di dosso le polveri dei Can e solo in parte propone singoli minimali, aspri, in linea con la freschezza dell’esordio del 2002, Electro Karaoke in the Negative Style. Gli ingredienti kraut con cui si sono guadagnati la notorietà ci sono ancora, vedi i loop tastieristici di Rayleigh Scattering, le tastiere vintage della title track e i tunnel colorati di Vagaries Of Fashion. Ma queste mosse suonano un po’ stinte, arrugginite, quasi come se i Nostri avessero pescato tracce incomplete da qualche fondo di hard disk. Le puntatine ’80 potrebbero essere più convincenti rispetto alle sciccoserie di Little Stabs At Happiness e il rock di Daggers ricorda un po’ troppo la lezione dei Rapture

Eravamo rimasti in attesa di qualcosa di nuovo, con il precedente Ventriloquizzing, ma il nuovo non è arrivato. Non si è fatto, insomma, il salto di qualità da “gruppo di nicchia” a “piccolo grande classico”. Un disco che non aggiunge nulla a quanto già detto e che soddisferà solo i fan del gruppo. Occasione mancata. 

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