Recensioni

6.8

Games Have Rules è il frutto della collaborazione tra Function (David Sumner) e Vatican Shadow (Dominick Fernow) ed esce il 22 settembre 2014 per Hospital Productions. I due artisti hanno unito le forze (dopo il remix del 2013 del brano Psychic Warfare di Function ad opera di Vatican Shadow) per creare un mix tra la techno da dancefloor del primo ed i lavori più sperimentali, usciti su cassetta, del secondo. L’intento è quello di creare un lavoro denso e dinamico di elettronica techno e ambient, realizzato con tecniche di produzione hi-fi e lo-fi; un album “emotional acid”, con il rimo e le atmosfere cui i due ci hanno abituato in questi ultimi anni.

Ispirato alle visioni dello skyline di New York City ed ai giochi di luce e ombra che animano la città, il disco scorre via piacevolmente, anche grazie ad una buona produzione ed una ricerca sonora che distilla i battiti come gocce di luce da sciogliere in un mare nero. La copertina in gatefold  dell’LP mostra al suo interno l’immagine in bianco e nero dell’Empire State Building illuminato, una scelta grafica che rimanda ad una dimensione dark urbana che ben si sposa con le sonorità ambient techno proposte dai due. È un lavoro che sicuramente si pone sull’onda sempre più crescente  della techno con influenze post-industriali e ambient, come quella realizzata da Silent Servant e Regis, entrambi collaboratori di vecchia data di David Sumner. In parte, i brani mostrano anche il pesante incedere dei bassi dei Raime e dei brani più lenti proposti dallo stesso Dominick Fernow nelle vesti di Vatican Shadow: è il caso di The Nemesis Flower, concentrato di magmatica oscurità ambient e di bassi poderosi che avanzano ossessivi per poi stemperarsi, nel finale, in veloci flash di luce. Sicuramente, uno degli episodi più riusciti dell’album.

Nel disco prevale l’immaginario più ambient e minimale rispetto a quello techno, soprattutto nella prima parte, in brani come Things Know, dove un laser sembra agitarsi nel buio della notte in un’atmosfera piovosa alla Blade Runner, e Things Unknow, dalle flebili e delicate strutture ritmiche. A Year Has Passed e A Year Has Gone By, invece, evocano assieme un’alba elettrificata che sorge finalmente sulla città, dopo una lunga notte. La dimensione techno, più vicina alle sonorità realizzate da Function per il suo album del 2013, Incubation, viene fuori soprattutto negli ultimi due brani, Red Opium e Bejeweled Body. Quest’ultimo mostra le effettive potenzialità della collaborazione tra i due artisti, presentando un brano ben strutturato e appetibile anche per il dancefloor più esigente.

Il team up tra i due risulta forse un po’ poco coraggioso e meno interessante delle cose a cui Vatican Shadow e lo stesso Function ci hanno abituati (il doppio LP d’esordio di Function è stata una delle cose migliori uscite in ambito techno dello scorso anno), ma risulta comunque un lavoro piacevole per gli amanti di certe sonorità stile Blackest Ever Black, ed è sicuramente in linea con lo stile e la media delle produzioni di Hospital Productions.

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