Vatican Shadow (US)

Biografia

Vatican Shadow è uno dei moniker più famosi di Ian Dominick Fernow. Conosciuto anche per i suoi lavori noise e sperimentali nelle vesti di Prurient e per la sua collaborazione con Cold Cave, quello di Vatican Shadow è forse il principale dei tanti alias e progetti che l’artista americano porta avanti, oltre a Rainforest Spiritual Enslavement, Exploring Jezebel, River Magic e Tortured Hooke, solo per citarne alcuni.

Fernow è attualmente residente a Los Angeles, in California, ed è anche il responsabile della label “Hospital Productions”, fondata da lui stesso nel 1998, quando aveva solo sedici anni. Il progetto VS è cresciuto in questi ultimi quattro anni divenendo un punto di riferimento per molti artisti che gravitano nella scena internazionale post-industrial, noise, low-fi e “dark oriented”, che oggi vede nella, paradossalmente, assolata Los Angeles uno dei punti di maggior fermento creativo (Silent Servant, Youth Code, Tropic Of Cancer, etc).

Mantenendo uno spirito underground e a vocazione DIY, Fernow ha fatto uscire molti suoi lavori su cassetta. Una scelta consapevole che vuole richiamarsi ad una tradizione “tape network”, presente principalmente nella musica alternativa industrial, old school e noise.

Dopo i quattro pezzi su nastro di Byzantine Private CIA del 2010, Kneel Before Religious Icons del 2011 è l’esordio su lunga distanza di VS, uscito in origine su quattro cassette in solo 33 copie numerate per Hospital Productions. Grazie al passaparola su internet, brani come Church Of All Images e Shooter In The Same Uniform As The Soldiers, lanciano definitivamente il progetto “di culto” VS. L’anno successivo l’album esce in vinile per la label inglese Type Recordings. Ghosts Of Chechnya (sempre su tape per HP) e Ornamented Walls (in vinile per Modern Love), sono i lavori più lunghi dati alla stampe nel 2012 sotto il marchio VS, ma nel frattempo una vera e propria smania creativa pervade il Nostro, che fa uscire anche svariate tape in edizioni limitate ed EP come September Cell e Iraqi Praetorian Guard. Su tutti questi dischi, come non hanno mancato di sottolineare molti critici accorti, aleggia il fantasma del lavoro di Muslimgauze, alias di Bryn Jones (1961-1999), artista britannico molto coinvolto nella questione palestinese, che propose un mix efficace e convincete tra musica orientale tradizionale e sonorità elettroniche contemporanee.

Ci sono molti tratti in comune tra Jones e Fernow, non ultima la prolificità e la distribuzione di lavori a tiratura limitata (discografia immensa e svariati inediti per Muslimgauze. I suoi primi lavori sono stati parzialmente riediti su Chasing The Shadow Of Bryn Jones 1983-1988 meraviglioso – anche a livello di packaging- ed enorme box uscito nel 2014 su Vinyl On Demand). Vi sono, però, anche moltissime differenze tra i due. Il lavoro di VS si serve dell’“iconografia” americana della “lotta al terrorismo”, utilizzando come titoli dei suoi lavori frasi di propaganda che sembrano prese da giornali o servizi della CNN per alimentare la paranoia, anche del “nemico in casa”. VS sembra guardare ai fatti di guerra e terrorismo da più distante, quasi da dietro uno schermo televisivo. Si tratta di una visione delle cose che rimanda a serial televisivi come Homeland, una fiction per cui la musica di VS sarebbe una colonna sonora “alternativa” pressoché perfetta. Muslimgauze invece si era convertito alla causa palestinese e sembrava crederci sul serio, riprendendo argomenti e slogan presenti e ben noti sin dalla rivoluzione iraniana, pur non avendo mai messo piede nei paesi mediorientali da lui tanto amati. VS, invece, usa il clamore mediatico attorno alla “Guerra del Golfo” inaugurata da George Bush senior e proseguita con la “lotta al terrore” di Bush junior, ma lo fa con venti-dieci anni di scarto, nella apparentemente “pacificata” e “buonista” nuova era Obama, nobel per la pace (!). Inoltre VS riprende anche i tristi fatti della Cecenia, creando nei titoli un mix inquietante tra fatti di cronaca, terrorismo e fantasiose teorie del complotto globale, come quelle che circolano da anni sui social media. La provocazione di VS è più legata ad un atteggiamento provocatorio contro-culturale tutto americano ed Occidentale, che ad una sincera adesione politico-ideologica-religiosa, come nel caso di Bryn Jones.

VS, come molti artisti della scena attuale americana di Los Angleles (ma non solo), mette in scena una sorta di “ripetizione differente”, filtrata dalla distanza temporale, una sorta di “post-modernità” della musica alternativa degli anni Ottanta e Novanta. Paradossalmente, il lavoro di artisti come VS permette di tornare a riascoltare i dischi di Muslimgauze con orecchie nuove, magari riscoprendoli nella loro tragica attualità distopica e giudicandoli ancora più attuali (quasi iper-reali) rispetto al tempo in cui sono stati concepiti. La ristampa dei lavori di Muslimgauze forse è dovuta anche al successo del progetto VS.

Altro fattore di differenziazione tra Muslimgauze e VS, oltre alla forma dei contenuti, è la forma dell’espressione: più legata, quella del primo, ad una ricerca sulla commistione tra sonorità arabe tradizionali, spirito tribale e fanatismo collettivo, e sonorità elettroniche che hanno anticipato molte realtà elettroniche inglesi (quelle sì, profondamente de-ideologizzate e a vocazione globale da melting pop) di stampo decisamente più dance, quasi pre-dubstep in alcuni casi. VS, invece, si muove in ambiti stilistici più vicini ad una dimensione techno con reminiscenze industial e cupo ambient, che sottolineano il carattere solitario, alienante e paranoico della condizione sociale Occidentale attuale: Fernow alterna momenti molto ambient con esplosioni techno noise impietose e disumane, ben evidenti anche nelle sue performance dal vivo, con il suo “studiato” agitarsi sul palco, mentre suona in tuta mimetica (come ha fatto al Fylkingen, a Stoccolma, nel 2012).

In un album come Remember Your Black Day o in un EP come When You Are Crawling, entrambi del 2013, vengono fuori meglio le differenze rispetto ai lavori di Muslimgauze. In queste registrazioni, Fernow ha cercato di raccogliere le diverse intuizioni disperse nelle molte uscite precedenti, affinando la sua particolare cifra stilistica “bipolare” in un contrasto tra pezzi lenti e ipnotici ed esplosioni techno industrial martellanti.

Dopo l’esplosione del 2012, il progetto VS ha ridotto progressivamente le sue uscite. Nel 2014, VS è tornato con Death Is Unity With God uscita su sei cassette composte da brani minimali, ambient, noise, drone e loop vari, ripresi anche da uscite precedenti. Pian piano la vocazione ambient di VS sembra farsi sempre più eterea, come il fantasma di un Dio monoteista e vendicativo, responsabile di un fondamentalismo violento predicato in suo nome. Si tratta di un Dio (un FBI God per citare uno dei titoli dei brani) che sembra ormai distante, perso in un gioco di specchi fatto di contrasti mediatici, diafano come l’eco di guerre apparentemente lontane, delegate a droni telecomandati e seguite (e purtroppo, a volte, anche tifate) comodamente in TV o sui social network.

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