Recensioni

Tommaso Pandolfi, perugino con un passato da enfant prodige ormai alle spalle (suonare al Club To Club appena sedicenne è una bene/maledizione che rischia di trasformarsi rapidamente in un’etichetta dalla quale è difficile smarcarsi), arriva con questo No Logic No Death già al terzo LP del suo progetto Furtherset. Pubblicato da una White Forest Records sempre più sul pezzo, il disco rappresenta una delle prime uscite in territori elettronici “altri” per la label romana, potremmo dire meno legati a ballabilità e dimensione club-oriented. Certo, non è che gli esotici acquerelli di Montoya o l’elettro-pop elegantemente vintage dei Celluloid Jam fossero esattamente musica da club nella accezione primaria (giusto per citare due delle ultime uscite del catalogo WFR), ma questo nuovo disco firmato Furtherset è sicuramente il primo approdo ad una (grossa) fetta di elettronica più votata alla costruzione di atmosfere e ambienti sonori diversi.
Elegantemente shoegazy, fumoso e sfumato, ma occasionalmente (e sottilmente) solcato da un’accennata propensione più “pop”, il disco scorre tra impalcature di loop, field recordings, glitchati chitarrismi dal sapore a metà tra un’Inghilterra 90s e un Fennesz particolarmente malinconico, spezzettamenti vocali vagamente à la Holly Herndon e contrappunti ritmici timidamente sullo sfondo e talvolta definitivamente sospesi (eliminando qualsiasi scoria danzereccia rispetto a passati capolavori come I Know), per lasciar fluttuare liberamente una materia sonora frastagliata e impastata, fumosa e siderea, ma con le idee ben chiare. Riverberi infiniti e scomposte rifrazioni, tra spleen e parvenze di ritrovata serenità, in una sintesi che sfiora di tanto in tanto vette raggiungibili davvero da pochi (la conclusiva, e splendida, No Answers).
Una bella conferma e un importante tassello nel coerente percorso di un artista che sempre più sta riuscendo a ritagliarsi una precisa posizione nella (sempre più folta) schiera delle eccellenze qualitative dell’elettronica nostrana.
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