• Apr
    20
    2018

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Gill Music

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Chiamatela “Gill Band“, dal momento che – già dal precedente lavoro – l’unico componente rimasto della formazione originale è il chitarrista Andy Gill. Ma soprattutto dimenticate – se non l’avevate già fatto – i Gang Of Four per come li conoscevate, ovvero gli eroi proletari e anticapitalisti di quel Entertainment! manifesto del funk-punk più ideologizzato uscito nel 1979, tramonto del decennio e allo stesso tempo alba del neoliberismo in salsa tatcheriana. Oggi, ciò che resta della “banda dei quattro”, non avendo più argomenti, scaglia i suoi strali oltreoceano mettendo nel mirino i Trump, sai che novità. Del resto il “clown demente d’America” è l’obiettivo più facile per chiunque voglia dirsi intellettuale progressista. Questi quattro nuovi brani seguono a tre anni di distanza quel What Happens Next che apponeva il secondo sigillo discografico alla reunion del 2011 e fin dal titolo lasciava presagire un ulteriore occhio al “dopo”. Un dopo che però ha poco del “prima”. Lontanissimo il ricordo delle ritmiche al fulmicotone, delle rasoiate di chitarra e dei testi irriverenti e al vetriolo del combo che come pochi segnò l’epoca d’oro della new-wave inglese politicizzata a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, ispirando schiere di band e musicisti venuti dopo.

Oggi i leedsiani si accontentano di molto meno tirando fuori brani che, a essere indulgenti, sono caricature dei loro episodi passati. È militanza loffa, la loro, e non basta mettere in copertina la figlia del presidente USA per dirsi “contro”. La bella Ivanka dà anche il titolo al secondo pezzo in scaletta, con il quale i Nostri tentano una poco convincente “davidbyrneizzazione”, col risultato di apparire ridicoli. E con Lucky fanno pure peggio. Quello che vorrebbe essere un impropero nichilista contro i mercati finanziari (altra perla d’originalità…) si rivela un campionario di luoghi comuni da sinistroidi acidi e incalliti inzeppati in un contenitore sonoro dance rock invero tamarro. A questo punto, meglio la sua versione remix da dancefloor che chiude l’EP dopo l’insulsa I’m A Liar.

Si dice che siano in procinto di pubblicare un nuovo lavoro lungo durante l’estate, ma – con tutto il rispetto – se si vuole salvare quel poco d’onore che resta, meglio sarebbe apporre quanto prima la parola fine al marchio.

21 Aprile 2018
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