Recensioni

Sospesa e umbratile lo è sempre stata Grouper, al secolo Liz Harris, al punto che, in merito al precedente Ruins, si parlava della sua musica come del «suono stesso della malinconia». Una malinconia in bianco e nero e molto legata al ricordo, al suo disfacimento, in senso lato alla persistenza nel tempo e alla caducità dell’esistenza; in soldoni, voce sommessa, scarne note di piano, qualche rumore ambientale, per un disco fortemente romantico nel suo minimalismo estremo in modalità lo-fi. Ora anche le condizioni “elaborative” di questo Grid Of Points rimandano a quelle che portarono alla creazione e registrazione di Ruins: se al tempo fu il Portogallo ad accoglierla, qui è il Wyoming, dove la Harris si è “ritirata” in un esilio dorato quanto breve proprio per dedicarsi alla propria musica, a fornirle lo spunto per la manciata di canzoni che formano l’album e che sono nate in un tempo relativamente ristretto.
Ecco così che, con parafrasi “calcistica”, potremmo dire che disco che funziona non si cambia; Grid Of Points replica, infatti, quell’approccio isolazionista e quell’andazzo apparentemente occasionale, ma se possibile incupisce ancor più le ambientazioni e rarefa ulteriormente quella poetica dell’assenza che sembra segnare le sorti dell’ultima Grouper. Disco intimo e intimista, decadente per certi versi, malinconicamente romantico per altri, sicuramente minimalista nel suo essere privo anche delle screziature ambientali del precedente (fatta salva la coda di Breathing, con quei field recordings di un treno in lontananza che accompagnano verso la fine del disco), Grid Of Points è fatto di melodie essiccate e lasciate fluttuare come se fossero “small text hanging in space”, nella loro apparente inconsistenza eterea e seppiata. Piccoli bozzetti, accenni, sketches e rarefatte impressioni sonore che ricercano proprio nella loro brevità e scarna essenzialità quella “intimacy” che la Harris stessa sottolinea nella press come figlia di una scelta ben consapevole e piuttosto sentita, ovvero la riduzione come esaltazione dell’essenza.
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