Recensioni

Con SUU (bocca), la finlandese Islaja (alias Merja Kokkonen) arriva al sesto album e al cambio di etichetta (la berlinese Monika Enterprise), dopo aver pubblicato in precedenza per Fonal ed Estatic Peace. Proprio la città tedesca, dove Merja si è stabilita da un po’ di tempo, e le sue atmosfere scarne permeano questo nuovo album, che segna il passaggio dal folk pop freak originario, a un elettro wave piuttosto minimale.
La voce calda ma anche spettrale e le timbriche scarne fanno la differenza, in un suono sintetico, che diventa irreale in più di un’occasione. Vengono in mente spesso le atmosfere marziali di Nico (Siren Call), mentre qua e là si sentono echi di Bjork, e Laurie Anderson sembra essere di casa insieme a Danielle Dax e Siouxie Sioux (See No Sun). Wave ’80, synth pop, destrutturazione, e su tutto, come da titolo dell’album, la voce a giocare sdoppiandosi (Music Is Mine), frammentandosi (Chaos Pilot), inseguendo i ritmi, ondulando (Shit Hit The Fan), facendosi melodia.
La reinterpretazione di un genere e di un’atmosfera che Islaja fa sua, giocando meravigliosamente e fino in fondo con la voce e l’espressività.
Amazon
