• giu
    23
    2017

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ANTI-

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Lascia spiazzati premere il tasto play a questa prova discografica interamente firmata Jeff Tweedy e a cui va ad aggiungersi solo Tom Schick alla produzione. Parliamo di una disorientante sensazione che ti spinge a cercare qualcosa che hai sempre avvertito come familiare e che invece fai quasi fatica a riconoscere. Sì perché se Tweedy fa rima con Wilco (e non solo), è pur vero che questi ultimi siano a loro volta declinabili in una cifra stilistica che definirla alt è fors’anche riduttivo. Together At Last anela dunque alla possibilità di mettere impresso su un pentagramma scheletrico quanto finora realizzato dal musicista americano. Una mappa di luoghi già (ri)visitati e tradotti con un linguaggio essenziale, mai così vicino al folk nudo-e-crudo e, in questo girotondo di nostalgie assortite (prima tappa di una serie retrospettiva intitolata Loft Acoustic Sessions),  trovano spazio brani estratti dal repertorio non solo targato Wilco ma anche Loose Fur e Golden Smog, side-prjoect sempre ben rimpolpati da Tweedy.

Il risultato, che sembrava scontato fin dal primo ascolto, in realtà riserva qualche sorpresa oltre a necessarie piccole considerazioni. Il marchio Wilco, divenuto per molti sinonimo di qualità indiscussa, in Together At Last viene volutamente dissacrato o – se volete – celebrato solo a metà e, messe da parte le scorribande alt-rock di Yankee Hotel Foxtrot, l’impressione è quello di ritrovarsi faccia a faccia con l’estro più acustico sacrificato invece sull’altare del più recente Schmilco. È sicuramente questo il dato più interessante, ovvero il ritrovare un Jeff estremamente a suo agio in un abito indossato spesso solo distrattamente ma che scopriamo calzargli a pennello. Delle mille traiettorie umorali messe ad oggi su disco, ne percepiamo qui tutta la grande potenza espressiva, riuscendo anche ad accettare la pacatezza della narrazione. Uno scheletro che trabocca d’animosità ed un insolito minimalismo (il predominio voce-chitarra) che svela nuove prospettive e avvicina questa prova a nuove retromaniache uscite (vedi il promettente tridente Oberst, Salami, Morby ad esempio), dove i tratti messi su tela sono quelli d’un folker d’antan, bugiardamente lontani dal migliore Dylan. Vivono una seconda vita dunque brani come I’m Trying To Break Your Heart, che non perde la sua vis melodica, la disossata Via Chicago o la centripeta Laminated Cat (brano pubblicato in origine sotto l’alias Loose Fur per l’album omonimo del 2003).

Together At Last è un disco che siamo sicuri non incontrerà il favore di puristi e fan della prima ora ma che riesce in realtà ad insinuarsi bene sottopelle, forte di testi sedimentati e nuovi arrangiamenti che rappresentano la vera cifra stilistica di questo nuovo progetto. Guardando alla sostanza è comunque di (personalissime) cover che si parla ma, bisogna ammetterlo, raramente abbiamo visto un artista trasformarsi in maniera tanto radicale (intimismi annessi) quanto ben riuscita come fa qui Tweedy. L’uomo armato di chitarra – lo stesso visto pochi giorni fa sul palco di Seth Meyers – e il cui volto è appena riconoscibile nell’artwork dell’album è l’immagine migliore in grado di raccontare una nuova stagione già avviata con il succitato Schmilco e che potrebbe offrire ancora qualche inaspettata sorpresa.

23 Giugno 2017
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