• Mar
    13
    2020

Album

Ván

Add to Flipboard Magazine.

Per l’ottavo disco della sua carriera da santone western apocalittico, King Dude torna a una dimensione più intima e raccolta, da rito privato. Un po’ come gli era successo agli esordi, con la triade di ottimi Tonight’s Special Death (2010), Love (2011) e Burning Daylight  (2012). I nove brani qui raccolti sono stati completati e registrati in totale autonomia in uno spazio di tempo limitato (2 settimane) all’inizio del 2020. Sembra quasi che il frequentare atmosfere sciamaniche e rituali gli abbia anche un po’ donato la preveggenza: una quarantena casalinga ante litteram

Apre il disco una vera e propria dichiarazione di intenti: un tema dell’ombra che con la sua livida progressione pone le basi atmosferiche per il resto del programma. Fin dalla successiva My Rose by the Sea (Satyr Boy), con la sua cadenza insistita su rarefatti droni e field recordings, i riferimenti diventano espliciti e l’ispirazione sembra riconducibile a coordinate molto ben definite: il dark folk e folk apocalittico europeo, soprattutto di marca Death In June e Current 93. Con il prosieguo del programma emergono anche altre influenze molto chiare: il western e la canzone americana del peccato e del senso di colpa, come trattata dal Nick Cave delle Murder Ballads (Forty Five Says Six Six Six), e il Mark Lanegan cavernoso di inizio Duemila che guardava al blues del diavolo (Forgive My Sins). Ma c’è anche qualcosa d’altro, ancora una volta, come sottolineavamo all’epoca di Songs Of Flesh & Blood – In The Key Of Light, che sembra guardare ancora una volta all’Europa. Emerge infatti un’attitudine decadente, da musica da camera all’epoca della caduta degli angeli di Berlino (A Funerl Song for Atheists), che si rintraccia anche nell’uso degli archi della già citata Forgive My Sins.

Senza concessioni, il progetto King Dude di Thomas Jefferson Cowgill è destinato al culto, nonostante le collaborazioni con artisti meno laterali (o che sono riusciti a portare la loro lateralità a un pubblico più ampio) come Chelsea Wolf. In fondo, i culti esoterici non devono per forza essere di massa.

19 Marzo 2020
Leggi tutto
Precedente
Cocorosie – Put The Shine On
Successivo
Peter Bjorn and John – Endless Dream

album

recensione

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite