Recensioni

A voi amanti del clubbing alternativo e conscious, consiglio vivamente di segnarvi questo nome: Lattex Plus. Lattex Plus è oltre l’evento, oltre l’organizzazione, oltre il concetto stesso di clubbing o party: mi verrebbe comodo definirla un’entità, con tutto l’apparato esoterico/spirituale del caso. Anche se qui non stiamo trattando di baccanali od oscuri rituali pagani, ma di puro groove, quella parolina magica che ci smuove anima e corpo in cerca di grandi serate e buone vibrazioni. E di vibrazioni positive i ragazzi di Lattex Plus ne conoscono eccome: sin dalla costituzione nel 2010 a Firenze, i Nostri si sono mossi con grande lungimiranza, come cercatori d’oro (ricordo vivamente una splendida serata di circa sei anni fa, in cui venni a conoscenza del genio di Floating Points), rivolgendosi indistintamente ai cultori e ai newcomers e generando un circuito di eventi dislocati, quindi senza un vero e proprio club di riferimento/quartier generale – caratteristica fondante della loro attività. Da allora, Lattex Plus è indubbiamente divenuta la big thing della scena fiorentina, riportando una quantomai necessaria boccata di freschezza e una vibe internazionale che mancava da decenni nei pressi del capoluogo toscano. La nomenclatura affidata ai loro eventi è ben chiara sulla natura del progetto: qui non si parla di party, come detto, ma di experience: l’esperienza dell’ascolto e della condivisione quasi rituale di un credo, di una passione comune – Lattex Plus è inoltre la forza motrice dietro al MEFF, la prima fiera italiana di sintetizzatori modulari.

A prescindere dalle distanze o dai limiti geografici, Lattex Plus ha esteso i propri tentacoli per tutto il tessuto urbanistico di Firenze, impiegando venues di piccola, media, grande oppure grandissima dimensione, dall’anfiteatro del parco delle Cascine alla nota – ma per altri motivi, diciamo non proprio affiliati alla club culture – Stazione Leopolda, nell’ambito della rassegna primaverile Fabbrica Europa. E da circa un anno a questa parte, Lattex Plus ha pure trovato una nuova casa, ovverosia il parco di Villa Solaria, una grande area verde situata nella zona nord di Firenze. Lattex non è nuovo a certe tipologie di eventi outdoor, avendo soprattutto sfruttato le numerose location naturalistiche che la campagna e i colli fiorentini offrono, ma Villa Solaria è una sorta di nuovo inizio, lo step 1 di una nuova fase che vede innanzitutto l’istituzione di un vero e proprio festival, giunto quest’anno alla seconda edizione, svoltasi l’8 e il 9 giugno: un evento con tutti i crismi del festival dal respiro internazionale, dalle prestigiose partnership con giganti che investono molto su quello specifico target di riferimento (Absolut e Red Bull su tutti) a una lineup che fa testo a sé.
La due giorni ha visto sul palco – ben attrezzato da un service notevole, un potente impianto e un ledwall su cui scorrevano le grafiche 3D di David Hartono, a capo dello studio fiorentino Monogrid – numerose conferme e nomi nuovi, in rampa di lancio sulla scena europea e globale: oltre ai nostrani, assidui collaboratori o resident di Lattex Plus (Mirko Casalini, la host di NTS Elena Colombi – trapiantata in UK – e “l’aborigeno” Samuele Pagliai, “capoccia” di Angis Music – anche noto come Bakerboy), ma anche performers parecchio in voga tra le sfere alte del settore, dal coreano Hunee, già presente nella prima edizione, autore di un set al solito centrato su perle funky e soul – a cui ha fatto eco il compagno d’etichetta/mentore Antal il giorno seguente, con tanto di veliero battistiano e una Je Vulesse che suggella il culto assoluto creatosi attorno al progetto partenopeo Nu Guinea (occhio, amici fiorentini, stay tuned…) – per arrivare al catalano John Talabot, autentico cerbero del deck esibitosi di fronte a un pubblico caldissimo e tutt’altro che abbattuto dall’ondata di maltempo che ha bagnato la penisola il venerdì pomeriggio; il sabato è invece stata la giornata più piena, quella se non altro volta ai piatti forti, da veri intenditori: la londinese Josey Rebelle, che ha alimentato la sua reputazione grazie a selecta di altissimo livello nel suo spazio su Rinse FM, e che negli ultimi anni è uscita dai propri confini grazie a set infuocatissimi (sarà anche una delle protagoniste del prossimo Club to Club); Moodymann, che ha come al solito offerto una prestazione molto calorosa e ha interagito con il pubblico (versando shot di vodka alle prime file, ad esempio), guadagnando pure un’ora supplementare di set per via della defezione improvvisa di Roman Fluegel, e da cui attendiamo un album d’imminente uscita. Le danze le chiude Maceo Plex, uno dei dj più hip del momento, che ve lo dico a fare: come al solito, set fortemente incentrato sulla cassa dritta e 120 e più bpm. Ordinaria amministrazione.

Ciò che resta del festival – pardon, dell’esperienza – è la sensazione generale che qualcosa sia veramente cambiato a Firenze, da otto anni a questa parte: per non essere boriosamente campanilista, e rivolgendomi al vasto popolo di SA, l’augurio è che Lattex Plus possa approdare oltre i confini toscani in futuro, chissà… Ciò che è certo, a detta di Biniam Mahdere, uno dei principali curatori, è che Lattex Plus invaderà nuovamente le coste labroniche quest’estate con eventi ogni venerdì nel locus amoenus di Calafuria, dal 15 al 31 di agosto, oltre a eventi vari a Firenze, e l’ipotesi non remota di un nuovo festival indoor durante la stagione invernale. State all’occhio, e ovviamente, support your local heroes.

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