Recensioni

7.1

Dopo i trascorsi sulla statunitense Local Action, Lil Jabba inaugura il nuovo corso su GETME! con un mini-album che funge insieme da riassunto delle puntate precedenti e da nuovo punto di partenza: da sempre outsider della scena footwork di Chicago, quella del producer nativo di Brooklyn (che in passato è stato pure un membro marginale dello storico collettivo Teklife, lo stesso di tutti i pionieri del genere sviluppatosi nei primi anni duemila nella Windy City, dal compianto DJ Rashad al sempre più prolifico e ispirato RP Boo) è una storia che collega i due lati dell’Atlantico tramite una bass-music quanto più dark e sincretica.

Così, questo breve lavoro può essere indubbiamente considerato un nuovo capitolo, ma nelle sue sei tracce finisce per disegnare un percorso assai coerente (anche se non cronologicamente corretto) tra le più e meno recenti tendenze dell’elettronica più bass-oriented: se WiCKet e DisTilleR, che aprono il disco, sembrano tornare direttamente alle origini del dubstep, tra scheletri ritmici caraibici, atmosfere carpenteriane e bassi profondissimi, Hot Bloc aggiunge gommosità hip-hop ad un ibrido footwork/jungle che pare omaggiare sia il sound metallico di Jlin sia le visioni più tenebrose di Om Unit; se WouND è il brano che spinge maggiormente sul versante Chicago e si ricollega ai precedenti dello stesso Jabba, l’affondo drum’n’bass di ForeST EdGE e il downtempo morbidissimo della title track (presentata anche in un remix che ne sottolinea le sfumature più wonky) rappresentano un ottimo tributo agli anni novanta tra Bristol e Londra

Un ascolto sì breve, ma fortemente consigliato a tutti gli appassionati delle sonorità citate e, più in generale, ai più attenti osservatori delle dinamiche elettroniche contemporanee.

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