Recensioni

7.2

Il caso vuole (ma sarà davvero un caso?) che, proprio nella stessa settimana in cui Ostgut Ton decide di dismettere il CD come supporto per le proprie compilation, mettendo a disposizione il nuovo mix Panorama Bar 06 in download gratuito, il 153° episodio della dance-opera a cura del club londinese (inesorabilmente dal novembre 2001 un CD al mese, alternativamente firmato Fabric – house, techno e tutto ciò che c’è in mezzo – o FabricLive – serie tendenzialmente dedicata al mondo d’n’b’ e dubstep) sia stato affidato a Marcel Dettmann, nome indissolubilmente legato al Berghain di Berlino, del quale il trentaseienne tedesco è resident DJ da sempre (dal 1999, quando la technomecca si chiamava ancora Ostgut).

Non è la prima volta che un berghainiano doc viene inserito negli elenchi del Fabric: già Ben Klock, nell’ottobre 2012, aveva firmato un ottimo numero 66 (“il carattere è forte e deciso, ma si stende come un piacere soffuso e ti porta via con la propria apertura alare. Questa mano può esser ferro e può esser piuma”, ne diceva C. Affatigato in sede di recensione). Il confronto viene quindi naturale: entrambe prove eclettiche e trasudanti sapienza, i due amici hanno scelto d’approcciare l’argomento techno da posizioni complementari, con Klock più aperto ed estroverso e Dettmann più dub e notturno. Nella sfida alla concentrazione (dovendosi scontrare con il limite del minutaggio disponibile per i compact disc, tipicamente le release Fabric si risolvono più in dichiarazioni d’intenti che non in veri e propri dj set), Klock batte Dettmann 24 pezzi a 19 (in settantantré minuti): non si tratta peraltro in nessun caso di mix nervosi, anzi è proprio dalla loro fluidità e pulizia che deriva la particolare piacevolezza all’ascolto.

La maggioranza dei pezzi di Fabric 77 provengono dalla posta in entrata di Dettmann: inedite tracce-demo non ancora pubblicate ma che, a detta del producer tedesco, lo saranno a breve. In questo senso il mix, pur svolgendo in pieno il compito assegnato (suonare “as if” per il dancefloor), viene furbescamente utilizzato anche come appetizer di progetti in via di release presso MDR, l’etichetta personale. Tre pezzi, inseriti da Dettmann in posizione strategica come cariatidi in grado di sostenere tutto l’impianto, sono versioni remixate di suoi pezzi, altri due sono remix suoi: il controllo è totale.

L’intro è lunga, non c’è fretta. La cassa dritta prende forma solo nel passaggio dalla prima traccia (l’inedita ambientale Arthure Iccon di Ryan James Ford, 35enne canadese di stanza a Berlino) alla seconda (Sun Position, del veterano The Persuader, alias lo svedese Jesper Dahlbäck, sorretta da plurilayer di secchi snare drums). Atmosfera tesa, d’attesa: “Don’t you feel the fear?”. Inside Of Me è un altro inedito, e farà parte del prossimo album del francese Terence Fixmer. Arriva il primo pilastro: la reinterpretazione darkside (fresca di conio MDR) della dettmanniana Apron da parte di Planetary Assault Systems (Luke Slater), suonata anche in occasione dell’eccellente Essential Mix di due ore commissionato da BBC Radio 1, on air il 19 aprile 2014. Su Apron si innesta la prima potente spazzolata alla pista data attraverso il protegé Answer Code Request, seguita da corsi e ricorsi andata-ritorno a Detroit con le percussioni analogiche e i synth sporchi di Nearlin by Dario Zenker, la nuova, nostalgica release dell’UR-maestro Robert Hood (il suo Film firmato Monobox è il pezzo tenuto su più a lungo di tutto il mix) e la minimal retrotechno da manuale dell’esperto Kevin Kennedy (alias FBK: It’s Not The Point è un ulteriore inedito pronto per MDR).

Altro pilastro: il remix di Byetone di Radar, da Dettmann II, evidenzia i profondi e turbolenti synth che scuotono le fondamenta del dancefloor. RSPCT (di ROD, la faccia minimal di Benny Rodriguez), da almeno tre anni in possesso di Dettmann, viene ora sfoderata per il punto più caldo del mix, accostandola alla sua riedizione di un altro tuffo nella seconda onda detroitiana: l’inusuale dub pescato da The Secret Tapes Of Dr. Eich (1996) di Paperclip People (uno dei più fortunati moniker di Carl Craig). Con BB 1.0 dell’amicone Norman Nodge torniamo in Europa; Rising del parigino François X porta al remix trascendente di Lightworks (sempre da Dettmann II) da parte di Ø [Phase], e da lì alla cerebrale dub techno di Lockertmatik, producer-label di Dresda, fino ai synth collosi dello svizzero Wincent Kunth, della scuderia MDM (Carlre, altro inedito). L’off house di Joey Anderson (producer da New Jersey, da tenere assolutamente d’occhio) viene rieditata in una versione più squadrata ma mantenendone l’oscura irrequietezza, per un’atmosfera inquieta confermata da Flash del francese Marcelus, ultima carta coperta del mazzo di Dettmann. Con la ambient techno di Vril (Torus XXXII) la partita si chiude, ma viene voglia di giocarne subito un’altra, ripartendo dalla traccia n.1.

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