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7.5

Prendendo in prestito il nome dal più imponente esodo cubano negli Stati Uniti (e specialmente nella vicina Miami) e le atmosfere al neon tra lusso e criminalità raccontate memorabilmente dall’indimenticabile serial-tv Miami Vice, un giovane Eric Estornel esordì nell’ormai lontano 2005 con l’album My Cyborg Dephts prima di cambiare pelle e nome e reincarnarsi nell’idolo tech-house Maceo Plex: il progetto Mariel Ito giungeva così, contemporaneamente, al suo vertice e al suo congedo, senza che troppi si fossero accorti della sua, in realtà efficace ed interessantissima, proposta. È quindi un’ottima occasione per riscoprire i primi passi di un’avventura sonica originale e sottovalutata questa retrospettiva messa in commercio da un’etichetta importantissima nel mondo techno, quale la belga R&S Records: dieci brani composti durante la prima metà degli anni zero e rimasti incredibilmente inediti fino ad ora. Incredibilmente perché il valore qualitativo delle tracce è altissimo, tanto nei suoni quanto nelle soluzioni ritmiche, e mantiene ancora oggi una freschezza incontestabile.

Aperto da una Kepler 186 che alterna profondità cosmiche ed intricate geometrie di beat, 2000-2005 spazia tra gli echi urban ed hip-hop di 99 Tricks e la cassa austera ed implacabile di Approach, tra liquidi omaggi alle visioni subacquee e futuriste dei Drexciya (Creature e Process 7) e plastici tributi alla sensualità made in Detroit di Carl Craig (nel monolitico eclettismo di Lovely), tra suggestioni fantascientifiche (Portal Mover e Xten) e purissimi assalti sonici (gli oltre otto minuti scurissimi e marziali della conclusiva The Fallen). Forse la sola Sad Piano, prevedibilmente emozionale e più rallentata, si attesta sotto la media in una raccolta da non lasciarsi assolutamente sfuggire, così creativa da suonare quasi commovente.

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