• Feb
    03
    2015

Album

Constellation Records

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Terzo disco, terzo cambio di rotta, terzo centro. In una battuta si potrebbe liquidare così questo passo numero tre nel percorso Coin Coin elaborato dall’americana Matana Roberts. Dopo l’abbuffata di collaborazioni del passo numero uno, Les Gens De Couleurs Libres, e la riduzione messa in atto per il numero due, Mississippi Moonchile, Matana ora essicca la proposta e fa tutto da sola: riuscendo, nel cambio di prospettiva sonora che funge da caratterizzazione e da collante a questo progetto (ricordiamolo: una serie di 10 dischi ognuno dedicato ad un proprio, diverso antenato), a non perdere una stilla della potenza evocativa dei precedenti, così come a reinventare un disco che sia al tempo stesso tradizione, persistenza della memoria, ricerca nel proprio passato da un lato, e dall’altro innovazione, rottura, spostamento in avanti e ambizione all’universalità del messaggio.

Una e multipla, la voce di Matana si fa latrice di un messaggio che è suo e al contempo di intere generazioni (nere, ovviamente, ma non solo), elaborato su piani che mischiano, anzi sovrappongono, tempi e spazi, l’oggi e lo ieri, il qui e l’altrove, per arrivare a farsi universali e intelligibili nelle fumose caligini di una esperienza sonora che è sicuramente più oscura e cupa rispetto alle precedenti, ma anche più visceralmente sentita e comunicativa. Che mantiene in nuce la matrice “jazz” (i randomici svolazzamenti di sax) ma si evolve e altera, sporcandosi di trattamenti elettronici, dilatazioni droning (la chiosa dell’opener All Is Written che si scioglie nella seguente The Good Book Says), rielaborazioni sonore di fonti d’antan – dal Malcolm X di “Confronting White Oppression” alla Star Spangled Banner di Francis Scott Key, dalla Beautiful Dreamer di Stephen Forster al traditional All The Pretty Horses – e di esperienze field-recorded in una lunga peregrinazione nel Sud degli Stati Uniti. Un vagabondaggio psichico alla ricerca di tratti originari che tagliano longitudinalmente l’hic et nunc di una delle più coraggiose, imperterrite, inarrestabili rappresentanti della musica d’avanguardia dell’oggi, quale Matana Roberts è senza ombra di dubbio. Tre indizi, dopotutto, fanno più di una prova, e lo zenith creativo della musicista americana si sposta di volta in volta sempre più su.

10 Febbraio 2015
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recensione

Matana Roberts

Coin Coin Chapter One: Les Gens De Couleurs Libres

recensione

Matana Roberts

Coin Coin Chapter Two: Mississippi Moonchile

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