Recensioni

Continua la saga post grunge-hardcore dei Metz, trio canadese dagli artwork afflitti e sconsolati che raccoglie con enfasi la semina 90s di Mudhoney e Jesus Lizard. Un approccio fisico, in poche parole: riffoni da pogo, metriche HC e un gusto pop capace di empatizzare con il mondo alt-rock americano.
Fondamentalmente è la stessa salsa del debutto di tre anni fa, uscito sempre per Sub Pop, ma con qualche angolo in più di inclinazione hardcore. Una scelta che paga, perché più i Metz vanno giù pesante, più lasciano il segno: Kicking a Can Of Worms che macina l’incedere dei Jesus Lizard, la violenza del singolo di Acetate che condivide le fortune di Pissed Jeans e quindi Melvins, il piglio punk di IOU e Noervous System, questi i momenti migliori di un lavoro che continua a guardare in direzione live piuttosto che a nuove soluzioni in studio, specie quando i tre si cimentano nel più classico noise rock di Spit It Out o Wait the Line dove, a fronte dei soliti buoni riff, manca un pizzico di personalità.
Ad ogni modo la stima per i Metz rimane intatta. II è la (ri)affermazione di un’appartenenza musicale definita benissimo dal catalogo Sub Pop e diverte tra un pogo e un headbanging, sempre validissimo contro il logorio della vita moderna. Inutile e controproducente preoccuparsi per il futuro.
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