Recensioni

7.2

Il 2016 è stato un anno significativo per i Moderat. Il progetto formato da Apparat e Modeselektor, con l’album III ha chiuso la trilogia iniziata nel 2009 (Moderat) trovando definitivamente nel pop la chiave dell’incontro tra l’anima indie e songwriter del primo e quella più dancefloor dei secondi. Al lavoro ha fatto seguito un tour che li ha visti girare in tutto il mondo, passando anche dall’Italia. Il meglio della setlist dei concerti è ora raccolto in un album, Moderat Live appunto, in cui confluisce la parte migliore delle produzioni realizzate dal 2009 ad oggi, con la copertina che unisce gli artwork della trilogia.

Come già evidenziato seguendo la data torinese del gruppo, la scaletta mette in evidenza gli episodi più cantautoriali di Moderat, dove sale al centro dell’attenzione la voce intima e soffusa di Apparat, che si posa sulle costruzioni ai macchinari di Modeselektor. A parte la cavalcata melò di A New Error e l’electro-techno di No.22, prevale il mood sentimentale di tracce come Ghostmother, tra gli episodi migliori di III, ma anche Intruder, l’attitudine a là Thom Yorke di Damage Done, l’emozionante Bad Kingdom, ormai brano simbolo dell’indie-pop elettronico di questi ultimi anni, Reminder, una Eating Hooks affiancata dal remix più danzereccio di Siriusmo. E poi la ballad glitchata di Sascha Ring (Rusty Nails) e le tendenze r&b elettroniche in The Fool e Last Time.

Anche questa raccolta live conferma, a pochi mesi dall’uscita di III, che i Moderat hanno raggiunto il loro obiettivo: la perfetta ibridazione tra la forma canzone e l’elettronica minimale mittleeuropea degli anni Duemila. Con un risultato emozionante e intenso.

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