• set
    28
    2018

Album

!K7

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Non nascondiamo per nulla la curiosità sopravvenuta quando abbiamo ricevuto il comunicato che annunciava la premiere italiana del b2b tra Actress e Mount Kimbie. Un sodalizio inaspettato ma certamente tutt’altro che lontano. Entrambi partono dalle scorie del dubstep, il primo scartavetrandolo fino al midollo e risalendo poi su fortezze hauntologiche – non sempre immediate ed afferrabili al primo colpo – che riprendono la vita quotidiana inquieta e affannata dei marciapiedi della metropoli; i secondi sempre più adulti e millimetrici in ogni nuova uscita discografica, imbastendo i primi discorsi dagli spasmi da cameretta post-Burial – via James Blake – di Crooks & Lovers e affinando progressivamente la mano, sempre con in testa il dancefloor e una certa dose di hip hop e r’n’b, ma anche costeggiando il post-punk e Trentemøller (vedi l’ultimo Love What Survives), aumentando le smanettate sull’analogico e portando sul palco un’idea di live band: sempre meno producer e sempre più musicisti, quindi.

Non poteva non portarsi tutte le attese del caso questa collaborazione andata in scena in sei diverse occasioni (per l’Italia tocca ringraziare il Circolo degli Illuminati di Roma) e da cui prende grande ispirazione il nuovo episodio di Dj Kicks firmato da Dominic Maker e Kai Campos, che compiono quest’anno il decennale del loro fortunato progetto. Proprio Campos, che dice di aver appreso molto dall’esperienza con Darren J. Cunningham, tiene a precisare che alcune delle tracce presenti nella raccolta sono state suonate durante i sopracitati set a sei mani, ed è quindi più semplice per gli assenti agli show farsi un’idea di ciò che passava nelle chiavette di quei CDJ. Se l’episodio precedente dell’iconica collana !K7 aveva per protagonista il talento lo-fi house (ci perdonino per il fastidiosissimo tag i lettori, Ross From Friends, DJ Boring e relativo giro di Slav-addicted), DJ Seinfeld, stavolta passiamo la maggior parte della gita sulle sponde del fiume Michigan.

Essenzialmente techno, seppur declinata in varie forme electro e relativi eighties pattern, la raccolta (di media durata, 52 minuti) risulta ben amalgamata in questo pastiche oscuro, che sa mettere sul piatto anche nervosismi housey nonché, quando serve, abbassare la battuta in un downtempo dal sapore caribouiano: scrollando la tracklist, che si muove soprattutto in un lasso temporale che va dal 2014 ad oggi, vediamo i Mount Kimbie districarsi agevolmente tra Terrence Dixon e N.Y. House’n Authority, Severed Heads e Computer Says No, piazzando anche il remix della loro Blue Train Lines confezionata da Nina Kraviz e un inedito impacchettato apposta per l’occasione, Southgate (che a detta dei protagonisti prende spunto da Alexis Perala e Stanislav Tolkachev, entrambi presenti nel missato), che tiene salda la cifra stilistica del duo. Di buona qualità seppur non eccelsa, la compilation ha il pregio di muoversi disinvolta in una scaletta complessa, e con destrezza sui diversi livelli. Un DJ Kicks più adatto per l’ascolto casalingo che non a un contesto di condivisione: nel secondo caso, servirebbe un pubblico ben preparato.

28 Settembre 2018
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