Recensioni

Di Mulai, progetto del bresciano Giovanni Bruni Zani esteso a duo con il fratello Nicola in sede live, avevamo già avuto un primo piccolo assaggio in occasione del Musical Zoo Festival 2015 (qui il nostro report). Subito precedente all’esibizione di Omake, con il quale i punti di contatto non mancano sicuramente, il live set aveva sicuramente lasciato ottime impressioni e una certa acquolina in bocca ai pochi fortunati presenti. Possiamo subito dire che quanto di buono sembrava venire allora anticipato è stato fortunatamente più che confermato in questo primo EP di esordio.
La delicata miscela elettronica proposta attraverso le 5 tracce dell’EP è un elegante bignami di tante tendenze ampiamente diffuse (e di cui ormai si è un po’ abusato) soprattutto in terra d’Albione, ma ancora decisamente sfuggenti dalle nostre parti. Qualche vaga reminescenza hip hop un po’ acquarellata e un andamento lateralmente house elegante e modaiolo il giusto, che tergiversano amabilmente con un’infinita e raffinata cascata di lacrime ipnagogiche e una diffusa e soffusa fruibilità squisitamente pop, estesa tanto alle orecchiabili – ma mai banali – vocals (con i Darkstar a mandare bacini sullo sfondo) quanto agli svolazzanti ma misuratamente sobri synth.
Appena 19 minuti complessivi tra sognanti ballate digitali (Hitch), eterei groove dal retrogusto lontanamente funk (Last Tune), perfetti singoli come Glitters (probabilmente l’apice del lotto) e vaporosità quasi glitch (Device Off), che fanno davvero ben sperare. Bello.
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