• ott
    01
    2011

Album

Asthmatic Kitty Records

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Il percorso tracciato da My Brightest Diamond, alias Shara Worden, fino a qua ha visto la polistrumentista americana artefice di un pop in progress, composito e arty, che nel corso di alcuni album ha mostrato tutto il suo splendore. A 3 anni dall’apice compositivo A Thousand Shark’s Teeth, torna con All Things Will Unwind, che vede la partecipazione dell’ensemble da camera newyorkese yMusic.

Il passaggio dal pop rock iniziale al chamber avvenuto già dal precedente lavoro si stabilizza ora in un melting stratificato che ha metabolizzato definitivamente le proprie influenze e fa del percorso artistico delle muse Laurie Anderson e Bjork il proprio faro luminoso. Un percorso che accoglie in sé quindi con naturalezza svariate sfumature, qui anche tendenti al folk Settanta, si vedano i riferimenti armonici e lirici alla Linda Perhacs di Parallelograms (She Not Does Brave The War), ma anche all’epicità della musica portoghese, al soul, alla drammaticità di Antony and the Johnsons.

Molto meno suonato da lei dei precedenti album per meglio concentrarsi sulle interpretazioni, e con ogni suono creato acusticamente, in All Things Will Unwind Shara riflette sulla recentissima maternità, fa un omaggio allo scomparso compositore Henryk Gorecki e in generale si interroga sul mondo e sulle sue incongruenze, portandovi con sé i numerosi cambiamenti occorsi nel corso degli ultimissimi anni, – il trasferimento da Brooklyn alla nativa Detroit, le collaborazioni con Blind Boys of Alabama, The Decemberists, David Byrne, il ritorno a ritmi di vita più naturali e tranquilli.

Ben sostenuto dalla sua duttile voce di soprano, a metà tra solarità e un mood più oscuro, l’album se da un lato conferma Shara come magnifica continuatrice di se stessa, dall’altro le fa un po’ correre il rischio che possa rimanere ingabbiata in un’estetizzazione fine a se stessa, si vedano certi principi di manierismo che cominciano ad affiorare, soprattutto dal punto di vista vocale. In sostanza l’album si pone un po’ sotto rispetto al precedente, pur mantenendosi a un livello più che buono.

16 ottobre 2011
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