Recensioni

In uno degli episodi de Il lessico civile, lo psicanalista Massimo Recalcati riporta un episodio che ha per protagonista un suo paziente. Quest’ultimo, intento a leggere un libro, si è soffermato sul battito del proprio cuore e, all’accelerazione della frequenza, ha cominciato ad agitarsi perché incapace di controllarlo. Il concetto cardiaco sta alla base di quella che, a tutti gli effetti, rappresenta una lucida riflessione da parte dei Mystery Jets. Il miliardo di battiti a cui si fa riferimento nel loro ultimo album è un metro che serve a mettere in relazione l’individuo e il collettivo.
A Billion Heartbeats è un disco difficile per la band: è stato rimandando in seguito al ricovero di Blaine Harrison a fine 2019, arriva dopo defezioni di line-up e, certamente, in un periodo piuttosto incerto per l’industria musicale internazionale. A rendere quest’uscita ancora più significativa c’è il fatto che l’album era già pronto un anno fa, ma sembra scritto e concepito non più di qualche mese addietro. Avevamo lasciato i pupilli di NME con Curve Of The Heart, una celebrazione del primo decennio di carriera della band che riproponeva i suoi tratti fondamentali: rock aeroso, melodie pop e un piglio indie incline alla sperimentazione.
Al centro di questo ritorno ci sono le preoccupazioni di un mondo che sembra prossimo al collasso, minacciato dall’avanzare degli estremismi (Screwdriver) e da problemi al centro del dibattito pubblico, come lo stato dell’Nhs (Hospital Radio). Un mondo segnato dalla perdita di talenti come Scott Hutchison, ricordato in Watching Yourself Disappear. Di fronte a tutto questo, i Mystery Jets si armano di singalong (Campfire Song) e ballate potenti (Cenotaph).
La band si porta dietro anche i propri limiti, che orbitano soprattutto nella riproposizione di cliché legati al fattore compositivo – parliamo di quel preciso tempo e quel sistematico sviluppo dei brani – reiterati lungo album che se fossero più snelli e imprevedibili premierebbero i Jets, permettendo loro di fare uno scatto significativo in avanti nel panorama musicale saturo nel quale si muovono. A Billion Heartbeats evidenzia la sincerità di un gruppo che prosegue nel suo cammino tra luci e ombre, un percorso capace di lasciare che l’effetto di domande semplici e dirette fermenti nei nostri pensieri: “And time is up on Earth?”.
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