Recensioni

6.7

Batteria sbrigliata, linee di basso spiccatamente post-punk, chitarra imbrattata di noise e riverbero, voce che si butta a volumi ingenti tra le braccia della bassa definizione. Questi sono i pilastri su cui poggia il quartetto tutto al femminile Nots, uscito allo scoperto nel 2014 con l’esordio un po’ claudicante e sicuramente conciso We Are Nots. A due anni di distanza da un disco incapace di convincere fino in fondo, si percepisce che qualcosa nel sound della band è maturato, lasciandosi alle spalle quel mitragliare pezzi brevi e dando invece spazio all’ampliamento temporale, tra riot grrrl e noise sempre lontano dalla pura imitazione. Ad azionare il motore dell’ultimo lavoro è infatti uno spirito sostanzialmente anarchico e post-punk, vivido e fervente, consanguineo a quello che anima le Savages, ma di certo non così curato o vagamente sentimentale.

In Cosmetic le Nots vogliono e riescono ad assestare un colpo violento dietro l’altro; non esistono momenti di respiro a pieni polmoni, e la tensione cresce man mano che si sviluppa la trama sonora delle canzoni. La voce di Nathalie Hoffman è ruvida, stride come una lama sull’ardesia e non dà mai pace, alzata a livelli sostanziosi specialmente in Entertain Me – il brano più punk, lungo e strutturato del disco; soltanto Alexandra Eastburn cerca di smussarne gli acuti contorni con bordoni e synth che disegnano atmosfere nebulose e fitte, mentre tutt’intorno è il regno assoluto della cupa, martellante ritmica. Da questo punto di vista, nel mix prodotto diventa ancora una volta difficile decifrare i testi, elemento che potrebbe rivelarsi un problema nella riuscita della comunicazione con l’audience.

Tra il dissidio emotivo di Blank Reflection, la speditezza greggia e quasi hardcore di No Novelty, le sonorità garage di New Structures (imputabili forse solo a una demo), le Nots dimostrano di aver fatto passi avanti notevoli, abbandonando del tutto un’idea plastificata di musica e puntando invece sui propri aspetti meno convenzionali. Una detonazione fragorosa in faccia alle logiche del più recente mainstream.

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