Recensioni

Sedici brani che ripercorrono l’intera carriera dei The Notwist, registrati live il 16 dicembre 2015 durante il secondo di tre concerti sold-out presso l’UT Connewitz, a Leipzig, in Germania. Il primo doppio disco dal vivo della band tedesca non è solo un buon compendio destinato a chi ancora non conosca la sua produzione, ma anche una metafora di quello che i Notwist rappresentano sonicamente oggigiorno, oltre che una gradita sorpresa. Dentro c’è l’elettronica, l’indie e quell’attitudine pop che non si può non riconoscere ai Nostri, ma soprattutto c’è la sensazione di avere a che fare con una formazione che, nonostante gli alti e bassi di una carriera discontinua, vive ancora la musica con grande entusiasmo.
Lo si capisce dalle riletture sostanziali a cui vengono sottoposte le tracce in scaletta (sette episodi dal capolavoro Neon Golden, tre da The Devil, You + Me, cinque da Close to the Glass, e uno da Nook) e che fanno guadagnare loro una certa fisicità, ma anche dai toni “scherzosi” riservati talvolta a brani storici, come ad esempio la drum&bass di una This Room che chiude sorprendentemente quasi in stile free-noise-hip-hop. Quasi sempre la discriminante è l’elettronica – e, in generale, la parte ritmica, come nel caso di una Neon Golden a suo modo psichedelica che fa da ponte alla successiva Pilot ricordando certi Chemical Brothers di Setting Sun – chiamata ad allungare il minutaggio dei brani quando non a stravolgerne l’estetica, in un gioco in cui non esistono regole precise che non siano da ricondurre all’istinto personale e alla voglia di azzardare nuove soluzioni. Si ascolti ad esempio l’intermezzo prima dub e poi techno di Pilot per avere un’idea del meccanismo alla base di queste versioni live. Un’operazione rischiosa nelle mani di una band meno esperta, ma che i Notwist portano a compimento divertendosi e realizzando un lavoro che suona meravigliosamente vivo, non solo nelle intenzioni ma anche “tecnicamente”.
Superheroes, Ghostvillains + Stuff è un disco che ha il pregio di rinfrescare la produzione dei Nostri, e se forse non cambierà l’opinione che avete della band dei fratelli Acher – a proposito, qui suonano oltre a Markus e Micha, Andi Haberl, Max Punktezahl, Karl Ivar Refseth e Cico Beck – certamente vi farà venir voglia di vederla in versione live. Probabile che l’obiettivo dell’album fosse esattamente questo.
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