Recensioni

Non è facile giudicare l’operato di una band che suona fresca, piacevole e adatta ad un ascolto disimpegnato, ma che, al contempo, suona molto – troppo – simile ad un altro, popolarissimo, gruppo. Stiamo parlando dei Pale Waves, formazione di Manchester arrivata ai più con il singolo There’s a Honey (pubblicato esattamente un anno fa), che non fa praticamente nulla per nascondere il forte legame con i 1975, una delle band inglesi di maggiore successo uscite in questi anni Dieci (l’unica ad essere riuscita a raggiungere contemporaneamente il n.1 in classifica sia in patria che in USA). Siamo quindi dalle parti di una clone-band che scimmiotta uno dei prodotti di punta del pop contemporaneo?
Sì e no, perché non solo i Pale Waves escono per la medesima etichetta dei The 1975 (Dirty Hit), ma lo stesso Matthew Healy (il leader della band di Chocolate), oltre ad aver diretto per loro il videoclip di Television Romance, ha prodotto interamente l’EP d’esordio All the Things I Never Said. La forte somiglianza diventa quindi – in parte – giustificata da relazioni collaborative che in un certo senso rendono intrinseche le dinamiche stesse di influenza stilistica. Oltre ad essere meno eclettici e confusamente eterogenei, rispetto al gruppo di Healy, i Pale Waves pongono al centro della scena la figura di Heather Baron-Gracie, vero polo distintivo dei mancuniani. Trucco pesante dal retrogusto ingenuamente 90s, burtonianamente adolescenziale nel suo rispettare un po’ tutti i crismi dello stereotipo hollywoodiano della goth-girl modello high school. Parliamo quindi di un immaginario dark artefatto (molto più di quanto lo fosse quello dei Placebo 20 anni fa, per intenderci) che inevitabilmente non trova riscontro all’interno di una proposta musicale che di plumbeo, sinistro e “profondo” ha ben poco (a tratti è effervescente quanto quella degli ultimi e migliori Paramore) e che, semmai, si potrebbe ricondurre a un certo teen-pop dal target piuttosto esplicito. Da questo punto di vista testi ingenui come «I don’t wanna be alone on New Years Eve. Do you even wanna be with me?» (New Year’s Eve) o «Don’t ever leave me. I can’t ever see myself with somebody else except you. I’ll be the sea, honey. Always, always And you’ll be the tide» (The Tide) sono esemplari nella loro melassa da diario scolastico.
La voce cristallina e squillante (non quanto quella di Lauren Mayberry dei CHVRCHES ma quasi) di Heather Baron-Gracie viene accompagnata da un comparto musicale che unisce synth sbarazzini, funk-pop bianchissimo, groove di basso spezzati, rullanti secchi ma belli pieni ed una produzione bombasticamente bubblegum. A livello compositivo per il momento manca ancora il fiuto per il ritornello VERAMENTE killer (la traccia meglio concepita in questo senso, There’s A Honey, non è inclusa nell’EP), fattore non da poco per una band dalle ambizioni 100% pop-oriented ma che rischia di vivere costantemente all’ombra di Haley & co. Forse è ancora troppo presto per captare quella che potrebbe essere la portata mediatica dei Pale Waves, ma è chiaro fin da ora che non siamo di fronte a una band capace di andare tanto oltre l’effimero intrattenimento.
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