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Trasferiti nella Capitale olandese dove ha sede Dekmantel, Aaron Coyes e Indra Dunis tornano sulla label olandese ampliando lo spettro di possibilità introdotto dall’EP Sea Of Sand. Reindossando gli abiti indie precedetemene dismessi, la coppia ha avuto modo di dedicarsi ad un ampio discorso esplorativo legato agli 80s, componendosi e ricomponendosi secondo modalità e intuizioni mai troppo lisergiche quanto dub & pop, con uno sguardo fatto di passione e dedizione per lo spettro di suoni e fascinazioni che hanno caratterizzato la Second Summer Of Love.

Troviamo così il sound dei New Order e dei Primal Scream all’altezza di una Manchester che sta per diventare “Mad”, i Depeche Mode della rosa in controluci d’acquoso dub, l’esotismo plastico degli Enigma avvitato su ingranaggi Hi-NRG e Eurodisco di marca Moroder e Cerrone. E ancora, le bordature dei Suicide e il torbido funky dei Soft Cell incontrano comodi cuscini lo-fi e dream per sieste prolungate, arpeggiatori tubulari fanno da interludi vangelisiani prestati a cinematografie retrofuturiste, così come il dub, gli echi e i consueti in levare della coppia ritornano, così come ce li aspettiamo, in un brano come Eyes Alive.

Proprio come in The Fifth State Of Consciousness, anche da queste parti i Peaking Lights passano in rassegna diversi stili con riconoscibili modalità, assestandosi su un minutaggio importante (1 ora e 4 minuti), rimanendo però compatti all’interno dei singoli episodi e perciò alla larga dagli errori del passato (ridondanza, dispersione, autoreferenzialità, soprattutto lato Dunis). E S C A P E è una sorta di complemento europeo a Lucifer, senz’altro ne replica la bontà e l’ispirazione.

Da allora a oggi la coppia ha barattato ipnagogia e library music per synthwave e (techno) pop, ma qui come allora abbiamo un duo ai migliori livelli di forma.

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