• Apr
    20
    2018

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Polyvinyl Records

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È ormai assodato che il cast di Stranger Things è una fucina di giovani velleitari nel campo della musica. E così dopo esserci destreggiati tra i vari video delle esibizioni delle band di Finn Wolfhard (Mike), Gaten Matarazzo  Dustin) e Charlie Heaton (Jonathan), ora è arrivato il momento di Joe Keery (Steve), che ha collaborato alla realizzazione dell’album d’esordio dei Post Animal, nonostante sia chiaro che non parteciperà al tour per i suoi impegni con la serie TV.

Ad introdurci nel mondo di When I Think Of You In A Castle sono dei semplici arpeggi di chitarra, scanditi, lenti, accompagnati poi dal field recording; si inserisce così lo scrosciare della pioggia che disegna un momento di quiete protagonista di un quadro impressionista dipinto en plain air (Everywhere All At Once). La scelta di iniziare l’album con questo tipo di sonorità è sicuramente da mettere in relazione col fatto che questo disco è nato da alcune session di registrazione sul lago Michigan. Ma i Post Animal non sono degli sprovveduti ragazzi di campagna. Il momento bucolico viene di colpo spiazzato via senza troppi convenevoli da un altro mondo sonoro: i morbidi arpeggi aprono la strada ai pad e ai synth, con il quintetto di Chicago a togliersi la maschera e mostrare la parte psych. Quando la traccia d’apertura lascia posto a Gelatin Mood, l’impressione immediata è quella che si prova facendo una brusca inversione di marcia o quando si riceve un pugno dritto in faccia. Le morbidezze fanno brevi capolini tra grassi e incisivi riff di chitarra e una batteria protagonista decisa e incalzante. Questo tandem è la perfetta rappresentazione di ciò che accadrà in seguito: When I Think Of You In A Castle è un compendio di montagne russe sonore, un eterno saliscendi ritmico tempestato da svolte inaspettate e imprevedibili.

Non è difficile capire perché la band venga paragonata a formazioni molto diverse tra loro ma accomunate da un medesimo spirito come Black Sabbath, Abba, Tame Impala e via dicendo. I Post Animal traggono a piene mani da tutte queste influenze, spaziando tra doom, rock classico, psichedelia, groove e pop più puro; di certo infatti le melodie non mancano, come dimostra Ralphie, che non a caso è stata scelta come singolo. La sorpresa più grande arriva con Castle, una piccola pillola strumentale vagamente prog. Incastonata esattamente al centro dell’album, la traccia segna un momento di pausa dalle ritmiche più incalzanti che l’hanno preceduta e che la seguiranno. Special moment ci regala infatti un assaggio pop e groovy prima di inserirci ancora tra riff fangosi.

Districarsi tra le varie virate di When I Think Of You In A Castle non è facile, ma questa libertà diventa la cifra stilistica di un album che ha il coraggio e la pretesa di sorprendere. Se ci si lascia prendere a braccetto dalla sua imprevedibilità è possibile scoprirlo e scomporlo come una matrioska piena di mondi diversi. Un esordio sicuramente ispirato, che riesce ad essere sia divertente che interessante inserendosi lontano da scelte discografiche facili e piacione. Se la strada continua ad essere questa, i Post Animal non avranno certo bisogno della fama del tanto amato Steve per essere ricordati.

20 Aprile 2018
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