• Lug
    17
    2020

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Domino

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Se è vero che “tutto scorre”, non si può sfuggire alla grande verità che tutto è destinato a finire, prima o poi. Il nuovo album dei Protomartyr rimane ben teso su una corda, in perfetto equilibrio tra questi due estremi. Ultimate Success Today è pura dissertazione, personale e artistica, sul tempo che passa. Lo stesso Joe Casey ce l’ha confessato su queste pagine, parlando in termini piuttosto schietti: «Quando sei giovane hai paura di morire ma in realtà non ci pensi, quando invecchi ci pensi praticamente di continuo».

Lasciando da parte momentaneamente crisi e ansie, il sound del quinto album della band è più che mai vario e cerca quasi di lasciarsi alle spalle l’avant punk che ha portato alla ribalta gli statunitensi. Non ci si mette nemmeno tanto a capirlo, con la prima parte di tracklist che alterna rock, songwriting, math rock e mescola bpm ad alta rotazione con momenti più riflessivi. I Am You Now segna il picco creativo ed energico del disco: si tratta di un brano più rotondo delle trame geometrizzate di June 21 e meno diretto di Day Without End, ma allo stesso tempo lontano dall’atmosfera dismessa di The Aphorist. Un suono mai così eclettico, quindi, garantito dalle numerose collaborazioni e dalla notevole influenza del jazz – Bennie Maupin su tutti – e dei grandi album degli anni Settanta, come quelli di Robert Wyatt e Curtis Mayfield.

Il lato più conservatore dei Protomartyr è sicuramente espresso dai testi; i versi della band garantiscono sempre un misto di rabbia calibrata e piena consapevolezza del now descrittivo-narrativo. «Narcissism is a killer / like no healthcare»: è impossibile non ricollegare parole come queste alla situazione politica internazionale e alla pandemia.

Ultimate Success Today è lì a dimostrare come un gruppo possa risultare credibile senza dover sopravvivere a se stesso; si tratta di un compendio di quello che ai Protomartyr riesce meglio: mettere in musica e parole i nostri sentimenti, le nostre paure, ed è in questa dimensione che la loro discografia si dimostra un valore aggiunto. Ovvero, un lungo excursus compatto dal punto di vista sonoro e costituito da episodi diversi tra loro, unici nel descrivere il periodo in cui sono stati scritti e pubblicati, quindi ineguagliabili nel descriverci.

15 Luglio 2020
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