Recensioni

A due anni di distanza dall’esordio di Inform Educate Entertain e di un DVD che aveva provato ad espanderne la forma comunicativa, fanno il loro ritorno sulle scene i Public Service Broadcasting, progetto dietro cui si celano gli alias J. Willgoose, Esq. e Wrigglesworth. Anche in questo nuovo episodio la ricetta rimane la stessa: informare, attingendo al materiale storico della library della TV di stato inglese; educare, ripercorrendo stavolta una periodo temporale ben preciso, quello che va dal 1957 al 1972; intrattenere, mischiando le intenzioni e la materia prima raccolta a suoni e intuizioni mai così oblique, varie ed eterogenee.
La corsa allo spazio, gli anni più sognanti e snervanti della guerra fredda, è il concept attorno a cui ruota il secondo lavoro del duo britannico. La doppia copertina Unione Sovietica/USA ci dà la possibilità di scegliere da che parte stare e poi via, con le parole di John F. Kennedy ad annunciare l’obiettivo lunare. Eventi e personaggi scandiscono il percorso su cui i due affastellano un tappeto sonoro che, tra attese, crescendo e silenzi, prova, con risultati altalenanti, a creare una nuova dimensione simbiotica, un affascinante liquido livello percettivo che arricchisce di enfasi gli eventi scelti. E’ il caso della distruzione dell’Apollo 1 (Fire In The Cockpit), dell’allunaggio (The Other Side) o del lancio della prima donna nello spazio (Valentina).
Il beat con deformazione techno di Sputnik, il funk di Gagarin, il post-rock di Go! aggiungono ulteriori ingredienti sonori ad un lavoro colmo di influenze (da Eno, ai Sigur Ròs, al Bowie spaziale). Ce n’è per tutti i gusti, in questa nuova The Race For Space, abile esempio di postmodernismo che si porta dietro il limite di non affondare mai in nessuno dei tanti percorsi calcati, ricadendo nell’incapacità di proporre un suono riconoscibile, maturo, preferendo una generalità superficiale che non gli permette di andare oltre una divertente operazione nostalgica dall’imprinting documentaristico.
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